CRONACA
Salmone selvaggio che bontà! Parola di grizzly. Se poi è d'Alaska e ha un marchio "svizzero"...
La Trapper's Creek di Andy Wahry, che faceva il macellaio a Basilea, è una delle migliori compagnie di Anchorage. Andrea Stuppia importa quel salmone: "In due settimane ne abbiamo venduto 1'300 chili"

GIUBIASCO - Dalle fredde acque del Golfo d’Alaska, dove i fiumi incontrano il mare, alla tavola dei ticinesi, passando per una delle migliori compagnie di affumicatura di Anchorage, la Trapper’s Creek di Andy Wahry. Un’azienda che, oltre ad aver collezionato premi di qualità, vincendo diversi Salmon Simphony Award, ha origini svizzere: prima di trasferirsi in Alaska, molti anni fa, Wahry faceva infatti il macellaio a Basilea.

E con un altro macellaio, Andrea Stuppia, Andy - che un paio di volte all’anno ama far tappa in Ticino - ha da tempo legami di amicizia e di collaborazione. Il salmone della Trappers’ Creek è infatti da oltre un decennio una delle proposte gastronomiche che caratterizzano “la Macelleria”. La ditta di Stuppia, che ha sede a Giubiasco, dal marzo scorso ha aperto anche a Lamone, dove il negozio è gestito dal giovane Manuel Morandi.

Il salmone affumicato è una pietanza tradizionale della tavola delle feste. Infatti… “Quest’anno ne abbiamo venduti 1'300 chili in un paio di settimane – dice Andrea Stuppia -. Quasi una tonnellata e mezza! E non è ancora finita: non siamo nemmeno a Natale…”.

Oltre alle diverse “pezzature”, da 250 grammi in su, Stuppia propone da sei anni anche i ravioli al salmone d’Alaska, che fa preparare da un artigiano di sua fiducia. “E qui siamo già a 350 chili di ravioli”, racconta con orgoglio.

Il salmone della Trapper’s Creek è il “red”, una delle cinque specie che vivono nell’Oceano Pacifico e che alla fine del suo ciclo vitale risale le rapide dei fiumi d’Alaska per riprodursi.
Il salmone rosso, pesce dalle carni delicate, è il prediletto dai grizzly, che durante la stagione delle risalite si appostano sulle rocce per predarli.
Quando i salmoni iniziano il loro lungo percorso dal mare verso i fiumi smettono di nutrirsi, il che rende le loro carni sode, asciutte e meno grasse. Ecco perché il salmone selvaggio è tutta un’altra storia rispetto a quello d’allevamento.

emmebi

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