La testimonianza, documentata, di un lettore che ha disdetto l'abbonamento e non avendo pagato la rata si è visto recapitare un costo di incasso pari al 40% dell'importo. E per posta A

LUGANO – Alla Cablecom, la principale società che distribuisce la televisione via cavo in Svizzera (che appartiene a una multinazionale americana), non sanno cosa siano le raccomandate.
Un lettore ci racconta la sua esperienza, con tanto di documenti alla mano: dopo il secondo richiamo – avendo nel frattempo disdetto l’abbonamento con Cablecom – si è visto recapitare una lettera da una società d’incasso, la Intrum Justitia, “che già il nome è tutto un programma”.
Il lettore, che vedendo l’intestazione della lettera ha temuto di primo acchito di essere incorso in chissà quale reato, si è trovato un cedola di versamento pari 553 franchi e 80 centesimi: 396 franchi vanno alla Cablecom per l’abbonamento annuale non pagato, 12,70 sono gli interessi, mentre 145 franchi se li pappano quelli della Intrum Justitia. Cioè circa il 40% del dovuto. “Una follia al limite del furto – protesta il nostro lettore -. E la società di incasso, ovviamente, nemmeno si è sognata di inviare l’avviso per raccomandata, limitandosi alla normale posta A”.
“A quel punto – prosegue - ho telefonato per protestare al centralino di Cablecom, che si trova in Svizzera tedesca, visto che in Ticino non risulta alcun indirizzo sull’elenco telefonico. Dopo aver superato una decina di digitazioni numeriche su indicazioni della segreteria telefonica – tipo che cosa desidera, che lingua parla, qual è il suo problema, eccetera – mi ha finalmente risposto un centralinista al quale ho esporre il mio caso”.
Il nostro lettore ha spiegato al centralinista di avere inviato a Cablecom Svizzera, all’indirizzo indicato sulla fattura, una lettera per disdire il suo abbonamento. Ma di non aver ricevuto alcun riscontro, a parte un secondo richiamo della fattura.
“Signore, ma lei deve inviare una raccomandata – mi ha risposto il centralinista -, e non qui: deve indirizzarla alla sede ticinese di Manno. E ci vogliono due mesi di preavviso, quindi se scrive adesso il suo abbonamento verrà disdetto a partire da febbraio del prossimo anno”.
Ecco, protesta il nostro lettore, per disdire l’abbonamento devi mandare una raccomandata, invece Cablecom, se non paghi la fattura non ti manda l’ultimo avviso per raccomandata, come fanno tutte le aziende normali.
“No, incarica una società d’incasso che nemmeno si degna di scriverti per raccomandata. E ti minaccia: vuole guardare la tivù e ascoltare la radio? Allora paghi entro 10 giorni, scrivono quelli di Intrum Justitia. E aggiungono: forse non è consapevole delle conseguenze causate dal non pagamento, però l’aumento dei costi come anche la registrazione nel registro esecuzioni e fallimenti in futuro possono essere svantaggiosi per degli affari come anche per la ricerca di un lavoro o degli alloggi”.
Insomma, conclude il nostro lettore, una sorta di terrorismo psicologico. “Ho concluso la telefonata con il centralinista di Cablecom – che probabilmente lavorerà per qualche ditta esterna – dicendogli 'siete proprio americani e usate metodi intimidatori, per cui non vi farò una buona pubblicità'. E lui: sì signore, la ditta appartiene a una multinazionale americana”.
Red