CRONACA
“Di inizio in inizio, verso inizi senza fine”: il Vescovo di Lugano saluta il nuovo anno.
La seconda omelia per il Capodanno di monsignor Lazzeri, dal titolo “La grazia di cominciare sempre”, pronunciata questa mattina nella chiesa di Sant’Antonio a Lugano
LUGANO - Il Vescovo di Lugano Valerio Lazzeri ha celebrato oggi la messa di inizio anno. Ecco il suo discorso, una profonda riflessione sul tempo, sugli inizi, sulla Novità e sul bisogno dell’uomo di avere dei punti di inizio e di appoggio del pensiero. di Monsignor Valerio LazzeriCarissimi, si può guardare con sufficienza l’enfasi che ogni volta siamo portati a mettere sull’inizio di un nuovo anno civile. In fondo abbiamo fatto assai spesso l’esperienza che ben poco cambia nella nostra vita personale come nel mondo con il cambio della cifra che mettiamo nelle nostre agende, nelle pagine dei nostri diari o in cima alle nostre lettere. Ma per quanto possano essere superficiali, discutibili o puramente retoriche le manifestazioni che accompagnano questo momento del vivere comune, non riescono del tutto a nascondere il bisogno autentico del cuore umano che in esse si manifesta.Perché abbiamo bisogno di un Capodanno? Perché non possiamo sopportare che la nostra vita scorra come un flusso senza interruzioni né pause, come del resto avviene ineluttabilmente al di là di tutti i nostri sforzi? Perché abbiamo un insopprimibile bisogno di freschezza, di novità, perché un discorso senza punteggiature, senza inizio e senza punti di appoggio del pensiero, ci risulterebbe tedioso e incomprensibile.Se ci facciamo caso, è proprio a questa esperienza sorgiva che fanno riferimento i testi di questa solennità della Madre di Dio, che corona l’ottava del Natale e coincide con la giornata mondiale per la Pace. Indubbiamente, l’inizio è il problema decisivo di ogni esistenza umana. Nessuno di noi può afferrarlo. Quando ci siamo resi conto per la prima volta di essere nati, esso era già avvenuto, passato, e solo dal racconto di altri, abbiamo saputo dove e quando siamo venuti alla luce di questo mondo. Da qui la nostra inesauribile fame di sapere di più, di conoscere di più, di arrivare non solo a recuperare il senso e la qualità di quell’avvenimento originario, ma in qualche modo di riprendere contatto vivo con esso. La prima cosa che ci aiuta questa mattina a riconciliarci con l’avventura della vita nella quale siamo immersi è l’invito a metterci nello spazio della benedizione di Dio sulla nostra esistenza. La benedizione è il compito che il Signore affida ai sacerdoti dell’Antica alleanza, ad Aronne e ai suoi figli, e che oggi realizza per mezzo della sua chiesa: fare risuonare nel tempo una Parola che dica bene della vita umana, che la custodisca, che le dia la possibilità di riconoscersi come vista da un Volto di benevolenza. Tutto può ricominciare nel tempo se siamo visti in questo modo.Non basta però la Parola udita fuori. La parola che risuona alle orecchie per quanto buona e consolante non basta per convincerci. Deve arrivare da dentro ciò che ci rassicura radicalmente. Ecco allora la testimonianza dello Spirito del Figlio, lo Spirito che innesta in noi la preghiera stessa di Gesù, “Abbà, Padre”. Quando accogliamo questo Respiro divino, il tempo che apparentemente ci schiavizza, ci tiranneggia, ci inghiotte con il suo passare, allenta la sua morsa, diventa il nostro migliore alleato perché ci porta alla pienezza dello scoprirci figli. “Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio”.E così arriviamo al mistero che la liturgia ci fa celebrare in questo primo giorno dell’anno civile, quello della divina maternità di Maria, quello del grembo verginale della creatura che diventa il luogo dove la Parola eterna, l’eterno Inizio, di ogni cosa, si fa carne per accompagnare da dentro, per sostenere purificare e trasfigurare ogni istante della nostra vita, ogni fibra della nostra realtà corporea, ogni componente materiale e immateriale del nostro mondo. Sembra un discorso molto astratto, molto lontano dalle nostre preoccupazioni quotidiane di pellegrini di questa storia ferita e striata di dolore e di sangue, di violenze e di guerre.Ma non è così. Il grembo verginale e fecondo di Maria Santissima continua a essere la testimonianza più alta della permeabilità di tutto ciò che esiste alla Parola e al Soffio che tutto rinnova e rigenera. Il mondo creato da Dio non sarà mai così vecchio da non poter accogliere la Novità. La storia degli uomini non rinasce dai loro progetti rivoluzionari, dai loro programmi di riforma, dalle loro visioni ideali e dalle loro abili strategie per attuarle. I più grandi disastri sono spesso scaturiti da volontà inizialmente animate da propositi sublimi di riscatto e di redenzione. Tutto comincia e rinasce in quel punto segreto del cuore umano, che solo Dio conosce e che solo il Creatore è in grado di individuare e visitare con il suo Amore nel cuore della creatura.È lì che Maria ha accolto nel suo cuore il Nome pronunciato dall’angelo “prima che fosse concepito nel grembo”. Il silenzio verginale di Maria è ascolto accogliente e fecondo, è custodia di tutte le cose udite e viste nel tempo, è lavoro instancabile dell’intelligenza che non viene umiliata dall’inafferrabilità del mistero, bensì incomparabilmente esaltata da una sempre rinnovata scoperta. “Di inizio ini inizio, verso inizi senza fine”. Così esprime il vertice dell’esperienza spirituale cristiana quel grande cantore dello Spirito che fu san Gregorio di Nissa. Il primo giorno dell’anno così è solo un simbolo di quella caparra di novità che già portiamo nel cuore; un richiamo efficace a una radicale conversione del nostro sguardo su noi stessi e sulle cose. Il nostro Inizio vero non è perso nelle nebbie di un passato irrecuperabile, non è una data sempre più lontana dal giorno in cui ci troviamo. È con noi in ogni istante. È la presenza viva di Colui il cui Nome, Gesù, dopo otto giorni dalla sua nascita è stato affidato agli uomini, per farci assaporare, preparare e pregustare nel tempo la Pace senza fine del Regno, che non dobbiamo stancarci mai di invocare e di accogliere sulla terra.
Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

A San Bernardino apre Piazzetta Brocco, il nuovo salotto nel cuore del villaggio

14 LUGLIO 2026
LETTURE

Tra amore, memoria e inquietudine: le novità di Dadò editore per l’estate

14 LUGLIO 2026
BANCASTATO

BancaStato pubblica il Rapporto di sostenibilità 2025: primi obiettivi per ridurre le emissioni

10 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Locarno Film Festival, ecco i film in programma

09 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

“Solitudini”, a Lugano una giornata di riflessione tra medicina, psichiatria e letteratura

09 LUGLIO 2026
LETTURE

Luca Villoresi torna in libreria con “Il buio di cristallo”

07 LUGLIO 2026
LiberaTV+

LISCIO E MACCHIATO

Piccaluga: "Su Zali panna montata. E con l'UDC indietro non si torna"

26 GIUGNO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026