CRONACA
Petkovic: il prossimo CT della Nazionale rifiuta la richiesta di dimissioni del presidente della Lazio
L’allenatore bosniaco esclude le proprie dimissioni, alla Lazio rimangono dunque tre possibilità: licenziamento per giusta causa, esonero secco oppure un accordo tra le parti

ROMA - Dopo la tempesta scatenata dalla lite a mezzo stampa tra l’allenatore della società capitolina e il suo presidente, nel pomeriggio è previsto un incontro chiarificatore. La speranza è che si riesca a trovare un accordo evitando così il tribunale. In caso di esonero secco infatti alla Lazio spetterebbe il pagamento di circa 600mila euro a favore di Petkovic e del suo staff. 

L’incontro è stato convocato da Lotito dopo che Vlado ha presentato le proprie controdeduzioni alla richiesta di dimissioni. Verosimilmente Petkovic si presenterà all’incontro forte del contratto firmato con la nazionale Svizzera lo scorso 23 dicembre, che prevede l’entrata in servizio a partire dal 1° luglio 2014. 

Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione allenatori italiani (Aiac), ha afffermato che "La prassi prevede che a un allenatore dovrebbe essere comunicato per iscritto l'esonero, cosa che la Lazio non ha fatto. Ecco perché Petkovic, giustamente, si sente ancora allenatore della Lazio. Ha rispettato le regole del rapporto tra allenatori e società".
"Quella della giusta causa è una strada che hanno già imboccato altri presidenti - aggiunge il numero uno dell'Aiac a una radio romana -, che spesso dicono 'non firmiamo l'accordo collettivo così in caso di esonero non abbiamo bisogno di comunicarlo e di passare attraverso l'arbitrato della Lega e della Federazione. Andiamo direttamente dal giudice ordinario del lavoro'. Petkovic ha ragione, credo sia assodato". 

La Lazio, per poter tesserare il sostituto Edy Reja, deve ufficializzare l’esonero del bosniaco entro lunedì, altrimenti i tempi tecnici impediranno al nuovo allenatore di essere in campo contro l’Inter la sera del 6 gennaio. 


dielle /  ATS

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