Il sei volte campione svizzero e giocatore della Nazionale di hockey dirige oggi la pista olimpica di St. Moritz, che settimana prossima ospiterà la Coppa del Mondo. GUARDA IL VIDEO

ST. MORITZ - Due anni a Lugano e 15 a Berna. Sei campionati vinti, due dei quali con la maglia dell’Hockey Club Lugano, nell’85 e nell’87. Oggi Roberto Triulzi, nato a Samedan 49 anni fa da famiglia valtellinese, dirige l’Olympia Bob Run. Con l’hockey, che ha iniziato a praticare sulla piccola pista di St. Moritz a soli 8 anni, ha chiuso. Ma dal 2006 ha trovato una nuova passione legata al ghiaccio, quella del bob, appunto.
“Anche se io – racconta – non sono un bobbista. Certo, qualche discesa ogni tanto la faccio. Ma sono qui per lavorare. E vi assicuro che in inverno c’è molto da fare. Lavoriamo sette giorni su sette e quindi c’è poco tempo per praticare gli sport invernali, sci compreso”.
Dirigere la pista olimpica, spiega l’ex campione di hockey, che ha alle spalle ben 120 partite con la Nazionale rossocrociata, era la proposta migliore che ho avuto per tornare al mio paese natale e restare nel mondo dello sport.
“In estate – dice - il mio compito è quello di cercare e coordinare gli sponsor, che tutti insieme conferiscono circa un milione di franchi, la metà del nostro budget. In inverno mi occupo invece di gestire la pista, alla cui costruzione e manutenzione lavorano una trentina di persone. Ci vogliono tre settimane per la costruzione e ogni operaio ha poi il suo tracciato di un centinaio di metri da manutenere durante la stagione. Le attività sono molte: ci sono le gare, gli allenamenti e le discese taxi. In tre mesi qui a St. Moritz facciamo oltre ottomila discese, comprese quelle di skeleton”.
Con i suoi 1'722 metri di lunghezza, la pista di bob di St. Moritz è la più lunga al mondo. Oltre ad essere la più antica - perché il bob è nato proprio sul finire dell’Ottocento, in Engadina, su iniziativa di un gruppo di appassionati inglesi – e l’unica naturale. Nel senso che la pista viene costruita a inizio stagione utilizzando 10'000 metri cubi di neve e 5'000 di acqua, e modellata a mano utilizzando unicamente le pale (GUARDA IL VIDEO).
“Tutte le curve della nostra pista hanno un nome – spiega Triulzi -, alcune sono dedicate ai grandi campioni di questa disciplina, altre portano il nome di un albero o, come la ‘telephone corner’, del punto dove un tempo c'era un telefono usato per lanciare l’allarme in caso di infortuni”.
Il business principale del Bob Club è la discesa turistica, vale a dire il taxi: “Ne facciamo circa 3'200 a stagione e quest’anno 2’800 erano già prenotate”.
Il bob si lancia lungo la pista con una costante accelerazione, raggiungendo i 130 e più chilometri all’ora. Il record della pista è di 149 all’ora. La frenata avviene sono alla fine del tracciato.
Per effettuare una discesa taxi – che può essere prenotata on line al sito www.olympia-bobrun.ch – occorre armarsi di un po’ di coraggio, avere almeno 18 anni, e nessun problema alla schiena, perché la pressione che si raggiunge in certe curve è molto forte. I taxi sono guidati da ex bobbisti professionisti e non sono mai stati registrati incidenti.
Venerdì a Winterberg, in Germania, si è svolta la tappa di Coppa del mondo FIBT di bob a 2 che ha riaperto la stagione agonistica dopo la pausa natalizia. Beat Hefti, in coppia con il frenatore Alex Baumann nel team Svizzera 1, che nella prima parte di stagione ha conquistato un argento a Lake Placid, ha dato spettacolo conquistando l'oro in una gara dove non ha avuto rivali alla sua altezza. Questo podio fa ben sperare la Federazione Svizzera Swiss Sliding che alle Olimpiadi di Sochi, se vuole portare a casa una medaglia, deve puntare tutto proprio sul bob a 2 maschile. E settimana prossima la Coppa del mondo farà tappa a St. Moritz, che l’anno scorso ha ospitato i Mondiali.
Ma per garantire la sopravvivenza di questo sport si punta soprattutto sul monobob, che negli ultimi anni sta prendendo piede rispetto al bob a 2 e a 4. Si sta cercando di spingerlo a livello internazionale ed è già stato previsto come disciplina per le olimpiadi giovanili del 2016.
Oggi una slitta di questo tipo costa circa 20'000 euro, perché ogni bob è costruito a mano. Ma alcune grandi case automobilistiche, dalla Sauber alla Ferrari alla Mercedes, stanno puntando sulla costruzione di macchine standard che avranno prezzi più contenuti.
emmebi