Queste le motivazioni che hanno portato Berna a non concedere i sussidi per il progetto, come spiega l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale in risposta alla petizione che chiedeva alla Confederazione di riconsiderare tale decisione

BERNA – La Confederazione aveva deciso di non concedere i sussidi per la costruzione della circonvallazione Agno-Bioggio. Per questa ragione lo scorso settembre Luca Paltenghi insieme ad altri cinque giovani politici malcantonesi (Samuele Gottardi, Piero Marchesi, Andrea Sciolli, Letizia Sciolli) avevano lanciato una petizione, sostenuta da 1675 cittadini e da 13 comuni della regione, per chiedere che tale decisione venisse riconsiderata.
E a qualche mese dalla sua consegna, giunge ora la risposta dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) in cui mantengono la decisione di non cofinanziare la circonvallazione spiegando i processi e le ragioni all’origine della decisione.
Nel 2012, spiega l’ARE, “la Confederazione ha ricevuto 41 programmi d’agglomerato di seconda generazione, per i quali è stato chiesto un cofinanziamento pari a un investimento totale di 20 miliardi di franchi. Cofinanziamento che avrebbe superato di gran lunga i 1,9 miliardi di franchi ancora a disposizione nel Fondo infrastrutturale per i programmi non solo di seconda, ma anche di terza e quarta generazione. La Confederazione è stata perciò costretta a fissare priorità rigide per i programmi e le misure che beneficeranno di un contributo federale per il periodo 2015-2018. I 41 programmi sono stati quindi esaminati dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) basandosi sulle istruzioni emanate nel 2010 per l’esame e il cofinanziamento dei programmi d’agglomerato di seconda generazione”.
Per quel che concerne la circonvallazione di Agno-Bioggio, concludono, “la decisione di non includere questa misura è stata presa sulla base del rapporto costi-benefici. La valutazione condotta dal DATEC ha rivelato l’importanza del progetto, ma ne ha anche evidenziato i costi elevati. Il fatto che investimenti considerevoli per la strada e per il treno (tram-treno) su questo asse di traffico entrino poi in concorrenza tra loro ha inoltre influenzato negativamente la valutazione finale. Di conseguenza, l’efficacia degli investimenti previsti è stata di nuovo messa in discussione e, infine, si è ritenuto prematuro che la Confederazione s’impegnasse finanziariamente in questo contesto. L’agglomerato di Lugano non è il solo a trovarsi in questa situazione: anche numerosi grandi progetto stradali e ferroviari previsti nei programmi d’agglomerato di tutta la Svizzera, infatti sono passati a un ordine di priorità inferiore”.