CRONACA
Lupo ucciso nei Grigioni: messa una taglia da dieci mila franchi sulla testa del bracconiere
L’iniziativa è stata presa dal gruppo Wolf Schweiz che, grazie alle molte donazioni spontanee, sta raccogliendo i fondi necessari. Intanto il Dipartimento del territorio ha sporto denuncia contro ignoti

TAMINS – Venerdì scorso, 3 gennaio, ai piedi del Calanda nei pressi di Tamins, gli organi di vigilanza sulla caccia hanno trovato un giovane esemplare di lupo morto. La carcassa è stata poi consegnata all’istituto di patologia dell’Università di Berna per gli esami del caso, ma fin da subito è risultato chiaro che ad uccidere l’animale è stato un colpo di arma da fuoco e che l’agonia è durata diverse ore.

Un abbattimento illegale per cui è già stata sporta denuncia contro ignoti da parte del Dipartimento del territorio grigionese e per cui ora il gruppo “Wolf Schweiz” ha messo una taglia di dieci mila franchi sulla testa del bracconiere che ha sparato al giovane lupo. Bracconiere la cui identità e, al momento, ancora ignota. Il presidente del gruppo David Gerke, contattato dal Blick, ha spiegato che la cifra sarà raggiunta, e quasi certamente superata, grazie alle molte donazioni spontanee che stanno arrivando. Il loro ammontare coprirà la metà della ricompensa, mentre l’altra parte sarà messa a disposizione direttamente da Wolf Schweiz.

Per l'associazione, che già ieri assieme al WWF ha deplorato l'accaduto, è importante dare un volto all'autore di un simile misfatto. La speranza è quindi che questa iniziativa inciti il bracconiere ad autodenunciarsi. E, nella nota odierna con cui ha comunicato la decisione, Wolf Schweiz prende quindi fermamente le distanze da chiunque abbia intenzione di farsi giustizia da sé: le informazioni raccolte verranno trasmesse alle autorità.

Quanto successo, precisa il comunicato, non è una bagatella: l'uccisione premeditata illegale di un lupo rappresenta una chiara violazione della legge sulla caccia, punibile con un anno di reclusione al massimo.

L'animale era con tutta probabilità un esemplare del branco del Calanda nato nel 2013, avevano indicato ieri le autorità cantonali. Anche per questo Wolf Scweiz si dice sorpresa da quanto accaduto, visto che finora il branco non ha causato veri conflitti.

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