A Chiasso i PPD Fonio e Mapelli chiedono lumi sulla situazione al Municipio e lo invitano a farsi parte attiva nei controlli, mentre a Lugano Rückert e alcuni altri consiglieri leghisti domandano al loro Esecutivo se la situazione sia sotto controllo

CHIASSO/LUGANO – Dopo l’articolo di stamattina sul caso degli affitti gonfiati nella palazzina di via Odescalchi (vedi link allegato), anche la politica si mobilita nel chiedere spiegazioni. A presentare un’interrogazione a riguardo sono Giorgio Fonio e Mauro Mapelli, consiglieri comunali PPD di Chiasso.
“L’articolo pubblicato oggi dal portale Liberatv.ch – scrivono – mette in risalto un problema conosciuto agli addetti ai lavori in campo sociale: quello degli affitti sproporzionati applicati ad alcuni utenti beneficiari di aiuti sociali. Ma attenzione, contrariamente al pensare comune, non sono i beneficiari, di una rendita assistenziale ad approfittare dei soldi pubblici, a godere di benefici esagerati è chi affitta loro un appartamento. Chi conosce Chiasso e la via Odescalchi è cosciente dello stato in cui si trovano gli appartamenti di cui parla l’articolista. Pertanto risulta a tutti abbastanza chiaro come una pigione di 1'600 franchi per un appartamento con vista sulla dogana di Brogeda sia palesemente fuori mercato. A meno che qualcuno non ritenga la vista sulla vicina Penisola un’attrattiva turistica…”
E aggiungono, in merito ai costi derivanti da prestazioni sociali, il continuo aumento di quest’ultimi con cui è confrontato il comune: “Basti pensare che nel 2012 Chiasso ha versato al cantone 806'391.38 franchi come contributo per l’assistenza. Nel preventivo 2013 questa cifra è lievitata a 1'050'000 franchi arrivando nel preventivo 2014 a 1'400'000 franchi. Pertanto un controllo ad ampio raggio su tutto quanto gravita intorno al business dell’assistenza si impone”.
Per questo Fonio e Mapelli chiedono al Municipio se, innanzitutto, è a conoscenza della situazione e se può farsi parte attiva nel verificare lo stato degli appartamenti e determinarne un affitto ragionevole. E inoltre domandano: “Quanti sono i beneficiari di aiuti sociali che vivono negli stabili di via Odescalchi? Negli ultimi anni quanti sono stati qui gli adeguamenti di pigioni portati fino al massimo riconosciuto dall’assistenza? Quante realtà simili o paragonabili a questa ci sono? I servizi comunali hanno stilato un quadro della situazione per verificare la congruità degli affitti alle condizioni e allo stato degli appartamenti a cui il comune contribuisce?”
Queste le “Presunte speculazioni immobiliari ai danni dell’ente pubblico a Chiasso. E a Lugano la situazione è sotto controllo?”, chiedono alcuni consiglieri comunali della Lega dei Ticinesi all’Esecutivo luganese con un'interrogazione presentata da Amanda Rückert unitamente a Lukas Bernasconi, Stefano Gilardi, Flavio Pesciallo, Enea Petrini e Andrea Sanvido.
Il caso degli affitti di via Odescalchi, motivano, “obbliga a riflettere, poiché anche se sicuramente non è il caso di generalizzare, la situazione richiede un occhio di riguardo: è necessario chiedersi quali controlli vengano effettuatati in questo delicato settore per contenere la speculazione. L’erogazione di sussidi per gli appartamenti dati in locazione ad asilanti o a persone in assistenza non può essere un automatismo. Si devono effettuare dei controlli sugli stabili in modo da considerare anche gli aspetti particolari (ubicazione, condizioni, manutenzione dello stabile, ecc)”.
Infatti, aggiungono, “una prassi priva di controlli si presta a favorire speculazioni finanziarie da parte di chi cerca di aumentare al massimo la redditività dei propri immobili, contando sul fatto che l’ente pubblico si basa su tariffe fisse. Il problema è che qui ci sono in gioco soldi dei contribuenti. E non solo: c’è in gioco anche la dignità di cittadini che già vivono una situazione di precarietà e che non meritano di essere oggetto di speculazioni economiche”.
Il tema inoltre “merita attenzione essendo Lugano la città ticinese con la più alta concentrazione di persone in assistenza”. Ecco quindi le domande che i firmatari rivolgono al Municipio:
“L’articolo riguarda il Comune di Chiasso. La situazione degli immobili ed appartamenti dati in locazione ad asilanti e a persone in assistenza a Lugano è sotto controllo? Quanti sono a Lugano gli appartamenti affittati a persone beneficiarie di assistenza sociale o asilanti? Il Comune, che contribuisce con una rilevante quota al finanziamento dei cittadini in assistenza (per i quali l’affitto è sicuramente una voce di spesa fissa importante) verifica che le pigioni siano conformi ai prezzi di mercato, nonché allo stato degli appartamenti? Quali servizi comunali si occupano eventualmente di queste verifiche? Quale è il ruolo del Cantone? Vi sono casi negli ultimi anni segnalazioni di casi di affitti manifestamente sproporzionati rispetto allo standard dell’appartamento? Come ci si comporta in questi casi?”