CRONACA
L’OCST denuncia il degrado del mercato del lavoro: “Il 2014 deve essere l’anno della svolta!”
L’organizzazione sindacale chiede maggiore responsabilità al padronato e più contratti collettivi di lavoro

LUGANO – “Chiediamo che il 2014, grazie anche al dibattito che si svilupperà attorno al tema del salario minimo legale, sia un anno di svolta e che il padronato si immetta con coerenza sulla via di una intensificata collaborazione tra le parti sociali mostrandosi disponibile a varare un piano di diffusione dei contratti collettivi di lavoro.” Questa la richiesta sostanziale avanzata dall’Organizzazione cristiano sociale ticinese nella classica conferenza stampa di inizio anno, tenutasi presso questa mattina presso la sede di Lugano. 

Nel 2014 sono previste due iniziative popolari che chiedono l’introduzione di un salario minimo, una federale e l’altra cantonale. 
“La persistenza di salari bassi e le pressioni retributive indotte dalla libera circolazione vanno combattute con fermezza. Sono tuttavia solo la punta più appariscente di un disordine e degrado che stanno intaccando in profondità il mercato del lavoro e per estirpare i quali la via legale si rileva insufficiente.” Si legge nel comunicato stampa.

Secondo il sindacato, per risolvere le distorsioni che attanagliano il mercato del lavoro nostrano, è necessaria l’assunzione di maggiori responsabilità comuni da parte di tutte le parti sociali coinvolte, e l’unico strumento che permette di farlo è il contratto collettivo di lavoro. 

“Al padronato, che enfatizza tardivamente l’importanza del partenariato sociale al prevalente scopo di contrastare il salario minimo legale, si chiede di passare dalle parole ai fatti promuovendo concretamente la diffusione dei contratti collettivi di lavoro”

Per l’OCST un primo banco di prova si avrà nel settore farmaceutico e in quello delle fiduciare, settori per i quali da tempo una trattativa è invocata da tempo dal sindacato, in quanto “rappresentativi delle aree del secondario e soprattutto del terziario tuttora prive di una regolamentazione contrattuale.”

red

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