CRONACA
Niente più carne alla Stampa: scatta la protesta dei detenuti
La misura è conseguenza dei tagli effettuati per il 2014 dall’amministrazione cantonale e sta generando il malcontento dei carcerati, ma per la Commissione di sorveglianza non si registra nessuna violazione dei loro diritti

LUGANO – La carne scompare dal menu giornaliero della Stampa e scatta la protesta, pacifica, dei detenuti.

La misura è conseguenza dei tagli effettuati per il 2014 dall’amministrazione cantonale: se una volta la carne era presente quotidianamente, ora farà capolino nei piatti dei detenuti poche volte al mese. A scomparire poi anche il rifornimento di uova d’allevamento fresche, che da tempo fornivano la possibilità ai carcerati di ricevere fuori pasto un alimento in più.

Insomma, un taglio alle proteine che ai carcerati non va proprio giù, come riporta LaRegione, e che per questo avevano inviato una lettera di protesta al ministro Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni. Ma le risposte ottenute dal Governo non sono state soddisfacenti e i detenuti promettono quindi di compiere proteste pacifiche per manifestare il proprio malcontento.

Malcontento registrato anche dalla Commissione parlamentare di sorveglianza sulle condizioni di detenzione, che proprio lunedì ha effettuato la sua visita mensile al penitenziario cantonale. Solo registrato però, perché per la Commissione infatti il nuovo menu non comporta nessuna violazione dei diritti dei carcerati. E, interrogata da LaRegione a proposito, si limita ad aggiungere che continuerà a vigilare per garantire che i pasti dei detenuti rimangano equilibrati e di qualità, come lo sono ora.

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