Lo rivela il presidente del consiglio di amministrazione delle Ferrovie federali svizzere (FFS) Ulrich Gygi

BERNA - I biglietti del treno aumenteranno in media dell'1,5% all'anno fino al 2033, e persino un po' di più con il fondo per il finanziamento e l'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria (FAIF) . Lo rivela il presidente del consiglio di amministrazione delle Ferrovie federali svizzere (FFS) Ulrich Gygi, in un'intervista pubblicata dalla "SonntagsZeitung".
L'aumento del prezzo dei biglietti è calcolato sul rincaro, spiega Gygi. Con una progressione dell'1,5% all'anno, nel 2033 i biglietti costeranno quasi un terzo di più rispetto ad oggi.
Se il 9 febbraio il popolo dovesse accettare il nuovo fondo per il finanziamento e l'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria, il prezzo del biglietto potrebbe crescere ancora più del rincaro. "Se realizziamo le misure previste dal FAIF, l'offerta sarà migliore. Per questo il prezzo dei biglietti dovrà aumentare più del rincaro.
Ulrich Gygi non ha tuttavia fornito cifre al riguardo. Una cosa è tuttavia chiara: oltre alla Confederazione e ai Cantoni, anche i pendolari dovranno pagare di più.
La ferrovia soffre del fatto che le tariffe devono continuamente essere riviste al rialzo, mentre non è il caso per le strade, sottolinea Gygi. In tale contesto, l'introduzione del "mobility pricing", ossia di una tassa commisurata all'utilizzo dell'infrastruttura e dei servizi nel trasporto privato e pubblico, potrebbe essere una possibilità, ha suggerito Gygi.
Secondo Gygi occorrerebbe riflettere "sul modo in cui l'economia potrebbe partecipare maggiormente al finanziamento dei trasporti in comune". Quindici giorni fa la consigliera federale Doris Leuthard ha annunciato già un nuovo aumento delle tariffe.
ATS