CRONACA
La Pâquerette di nuovo al cento della bufera: concesse uscite a luci rosse ai detenuti
Oltre al fatto, preoccupano le modalità della pratica: i carcerati verrebbero infatti accompagnati solo dai loro rispettivi socioterapeuti che li lascerebbero poi soli in compagnia delle prostitute, esponendo le ragazze a un grande pericolo

GINEVRA – Il carcere ginevrino di La Pâquerette, tristemente noto per essere quello da cui fuggì nel settembre scorso Fabrice Anthamatten uccidendo la socioterapeuta Adeline durante un’uscita programmata, è di nuovo al centro della bufera. Secondo quanto riferisce l’edizione romanda del 20Minuti, ai detenuti sarebbero concesse uscite a luci rosse.

Diverse fonti, a quanto si legge, hanno riferito che i detenuti dell’istituto hanno la possibilità di andare liberamente a prostitute nel quartiere a luci rosse dei Pâquis. I detenuti, sempre stando alle testimonianze raccolte, pagherebbero le prestazioni con il denaro, 25 franchi al giorno, guadagnato tramite le attività svolte all’interno dell’istituto.

In queste uscite, inoltre, non sarebbero accompagnati da delle guardie carcerarie, ma unicamente dai loro rispettivi socioterapeuti, che aspetterebbero poi i detenuti in qualche bar della zona, lasciandoli soli con le prostitute. Fatto che aumenta la preoccupazione e l’indignazione suscitata da questa pratica: non solo possono aver accesso al sesso a pagamento, ma per giunta i detenuti, alcuni violenti e con seri problemi nella gestione delle loro emozioni, si ritrovano soli con una persona vulnerabile.

Il presidente del Sindacato dei poliziotti e delle guardie carcerarie Christian Antonietti ha rivelato di esser al corrente della situazione grazie alla denuncia di alcune guardie che ne hanno informato il sindacato. Una di queste ha aggiunto che “è una pratica corrente, anche se ovviamente queste tappe a luci rosse non figuravano mai ufficialmente nel programma delle uscite”. Dal canto suo, Bertrand Levrat, direttore degli HUG, da cui dipende La Pâquerette, ha dichiarato che “se i fatti sono confermati, saranno difficilmente giustificabili”. Mentre al momento nessuna presa di posizione è giunta dal Dipartimento ginevrino della sicurezza.

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