Un servizio andato in onda ieri in tarda serata si è occupata di “luci rosse” a 360 gradi nella Svizzera italiana, lotterie sexy ed Extasia compresi

MILANO – “Un cimitero di bordelli”. Viene definito così il Ticino nell’ultima puntata di Lucignolo 2.0, riedizione della fortunata prima versione del programma italiano che si occupa di fenomeni “controcorrente e underground”.
Un servizio che si occupa anche della fiera Extasia, il più grande ritrovo svizzero dedicato all’erotismo e alla pornografia appena conclusosi a Lugano. Enrico Ruggeri, conduttore del programma, presenta prima però un Ticino sotto l’influsso di “rigide ventate di proibizionismo”, dove i locali a luci rosse hanno vita dura e vengono chiusi uno dopo l’altro.
Non mancano i pareri illustri nella puntata andata in onda ieri in tarda serata, in particolare spicca l’intervista al Consigliere di Stato Norman Gobbi, che spiega i contenuti della nuova legge sulla prostituzione, contestualizzando anche le operazioni svolte dal nucleo speciale Teseu, della polizia giudiziaria, e giustificando la rinnovata durezza: “Il fatto di essere più duri è opportuno, perché si tratta di un settore che occorre controllare, a causa dei fenomeni di sfruttamento che possono caratterizzarlo" ha affermato il Consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle Istituzioni.
Per la parte “esplorativa” l’ospite d’onore è invece Ullisse Albertalli, proprietario dell’Oceano, che accompagna la troupe di mediaset in un giro turistico sulle ceneri dei bordelli ormai chiusi. Ed è proprio l’imprenditore ticinese a buttare un po’ di acqua sul fuoco “proibizionista” evocato nella puntata affermando: “Hanno già fatto la stessa cosa quattro anni fa e poi tutto è tornato come prima”. Albertalli conclude spiegando ai giornalisti anche la pratica delle sexy riffe, già trattata dai media italiani (leggi articolo correlato).
Extasia. Vista la concomitanza del servizio, e del tema trattato, con la fiera dell’erotismo che si è appena tenuta sulle sponde del Ceresio, la troupe ne ha approfittato per un giretto al padiglione Conza, dove ha appurato la folta presenza di pubblico italiano, segnale chiaro che il Ticino rappresenta sempre e comunque una forte attrattiva a “luci rosse” per i vicini d’oltre confine.
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