CRONACA
La Carica dei 163 rossocrociati: le discipline, i protagonisti, e le speranze di medaglia della delegazione Svizzera a Sochi
La delegazione svizzera più numerosa nella storia dei giochi invernali avrà come obiettivo minimo, fissato da Swiss Olympic, la conquista di 10 medaglie

di Adriano De Neri

SOCHI - Oggi, venerdì 7 febbraio, si aprono ufficialmente a Sochi i 22esimi giochi Olimpici. La fiamma olimpica arderà per 16 giorni nel cielo della città russa, situata sulle rive del mar Nero ai piedi del Caucaso. Il sacro spirito olimpico coinvolgerà ben 163 atleti svizzeri: 92 uomini e 71 donne. La delegazione svizzera più numerosa nella storia dei giochi invernali e che avrà come obiettivo minimo, fissato da Swiss Olympic, la conquista di  10 medaglie (a Vancouver 2010 furono 9, 6 d'oro e 3 di bronzo). Ma chi tra di essi ha una reale possibilità di medaglia, chi sono i protagonisti attesi e quali potrebbero essere gli atleti a creare una sorpresa? Andiamo a scoprirli:

Sogni d'oro - il podio nel mirino

Il titolo Olimpico è il sogno di ogni sportivo, è l'incoronazione di una carriera, è l'agognata  ricompensa a tutti gli sforzi profusi da un atleta. A Sochi molti Svizzeri punteranno al podio e alla consacrazione olimpica. Chi è già stato incoronato ben 4 volte nel salto con gli sci (Salt Lake City 2002 e Vancouver 2010) è il nostro portabandiera Simon Ammann. Il san gallese, alla sua quinta rassegna a 5 cerchi, però non vuole abdicare e rimane tra i papabili vincitori sia dal piccolo sia dal grande trampolino (le finali si terranno al 9.2 e 15.2). Un altro elvetico che punta a difendere l'oro nello Ski Cross conquistato in Canada è il bernese Micheal Schmid. Il campione olimpico 2010 dovrà però guardarsi le spalle dagli attacchi degli agguerriti avversari, tra i quali troviamo il grigionese e vincitore della coppa del mondo di specialità nel 2012/13 Alex Fiva. Una possibile sfida "fratricida".

Sempre nello Ski Cross, ma al femminile, buone possibilità di podio le hanno la zurighese Sanna Lüdi e la nostra Katrin Müller - molto positiva in stagione con due vittorie in coppa del mondo. Ma la vera favorita della disciplina è un'altra rossocrociata, ovvero la 21enne fuoriclasse vodese e campionessa del mondo in carica Fanny Smith. Sempre parlando di Ski-freestyle ma passando alla specialità "Slopestyle" ha buone possibilità di salire sul podio il giovanissimo (classe 1995) zurighese Kai Mahler, già protagonista in coppa del mondo durante la stagione.

Nella disciplina regina dei giochi, lo sci alpino, la Svizzera può dire la sua in diverse specialità. Soprattutto in quelle veloci. Nella discesa e in Super G maschile troviamo infatti al cancelletto di partenza un quartetto di tutto rispetto: Carlo Janka, Didier Defago (campione olimpico in carica in discesa e vincitore quest'anno sulla mitica Streif in Super G), Beat Feuz e Patrick Küng (trionfatore in stagione a Wängen e secondo tempo nelle prove della discesa olimpica) hanno tutti la qualità per salire sul podio.

Anche nella velocità femminile la truppa elvetica ha ottime carte da giocare. In primis la nostra Lara Gut, che forte delle sue cinque vittorie stagionali in Coppa del Mondo (3 in Super G, 1 in discesa 1 in gigante) ha ottime chances d'imporsi in Super G e buone probabilità di podio nelle altre due discipline. A completare il lotto delle papabili "medagliate" elvetiche abbiamo Fabienne Suter, Marianne Kaufmann-Abderhalden (due secondi posti e il trionfo di Val d'Isere in discesa) e l'esperta Fraenzi Aufdenblatten (secondo tempo nella prova di discesa sulla pista olimpica).

Altre possibili medaglie rossocrociate potrebbero giungere dalle squadre di Curling. Gli uomini, capitanati dal giovane Skip Sven Michel e recentemente laureatisi campioni d'Europa, sono chiamati a difendere il bronzo di Vancouver ottenuto da Stöckli e compagni. Mentre il team diretto dalla Skip Mirjam Ott (già 2 argenti olimpici in carriera nel 2002 e nel 2006), vuole riscattare la medaglia di legno canadese di 4 anni fa. Chi  vorrà invece confermare il risultato di Vancouver è sicuramente il grigionese Dario Cologna. Il campione di sci di fondo, reduce da un brutto infortunio che l'ha tenuto fermo per quasi tutta la stagione, punterà al bis sui 15 chilometri stile classico e potrebbe ergersi a protagonista pure nella 50 chilometri e nell'inseguimento.

Un altro sicuro protagonista sarà lo Snowboarder (specialista dell'Halfpipe) zurighese d'adozione ma russo di nascita Iouri Podladtchikov,  campione del mondo nel 2013, che cercherà di essere "profeta" nella sua patria d'origine. Sempre nello Snowboard altri possibili medaglie potrebbero giungere dallo slalom parallelo e in particolare dallo zurighese Philipp Schoch già duplice campione olimpico nel 2002 e nel 2006 e da Patrizia Kummer triplice campionessa del mondo della disciplina.

Dal Bob a due con la coppia Hefti e Baumann (tra i favoriti nella corsa all'oro) e dal Biathlon con Selina Gasperin potrebbero giungere ulteriori soddisfazioni per la pattuglia svizzera. Soddisfazioni (intese come medaglie) che ben difficilmente arriveranno dall'hockey maschile. La truppa di Sean Simpson, vice campione mondiale a Stoccolma, dovrebbe compiere un vero e proprio miracolo sportivo (sul livello di quello ottenuto dagli USA nel 1980 a Lake Placide per intenderci) per conquistare uno dei primi tre posti.

Troppo forti le superpotenze hockeystiche (Canada, Russia, Svezia, Finlandia, Cechia e USA) imbottite dalle stelle provenienti dalla NHL, per sperare nell'impresa. A livello femminile invece i primi due gradini del podio sembrano già promessi a Canada e USA (c'è da decidere a chi andrà il metallo più pregiato) mentre la Svizzera potrebbe giocarsi il bronzo con le favorite Svezia e Finlandia e la Russia.

Tutto può succedere.

Queste sono le speranze elvetiche per Sochi, i nomi più attesi, ma nello sport, così come nella vita tutto può succedere (ed è quello il bello). Basti ricordare quello che successe a Salt Lake City, quando nello Short Track vinse l'outsider australiano Steven Bradbury, vinse perché in semifinale squalificarono un altro atleta, vinse perché fu l'unico a terminare in piedi la finale, vinse perché lo sport è spesso imprevedibile, ma soprattutto vinse perché gli dei dell'Olimpo decisero. Lasciamoci sorprendere.

Олимпиада хорошо на всех (buon olimpiade a tutti)

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