CRONACA
Sementina, il carnevale dello scandalo: "Io, 15enne, ero in quel capannone. Ma non ho visto orge da Lupo di Wall Street"
La testimonianza di Lucilla a liberatv: "Io non credo che qualcuno, a parte forse una minoranza di miei coetanei, vada alle feste con l’idea di vomitare, stare male e finire in ospedale"

SEMENTINA - Lucilla (*) ha 15 anni (quasi 16), abita nel Locarnese e frequenta una scuola secondaria. Non fuma, ogni tanto esce e le capita di bere alcool (anche a casa, in presenza dei genitori). Lucilla, come molti altri adolescenti di tutto il Cantone, sabato sera era al Carnevale di Sementina, che è stato definito una porcheria, uno scandalo, perfino dagli organizzatori, per le scene di degrado che l'hanno caratterizzato. Se ha deciso di rompere la "solidarietà generazionale" che lega i giovanissimi – accettando di farsi intervistare in esclusiva da LiberaTV – è perché non ha gradito la piega presa dal dibattito, nel quale la festa dello scorso fine settimana è stata descritta con toni da girone dantesco. Una rara occasione per chiacchierare senza filtro con un'adolescente ticinese, della quale abbiamo approfittato per riflettere a tutto tondo su temi troppo spesso affrontati soltanto dal punto di vista del mondo degli adulti.

Lucilla, cominciamo dagli aspetti pratici: per quanto i tempi siano cambiati, immagino che – a 15 anni – tu debba ancora chiedere il permesso, per uscire la sera…

I miei genitori mi hanno accompagnata a Sementina con quattro amiche, tutte coetanee; siamo arrivate attorno alle 21. L’accordo era che restassimo fino a mezzanotte e mezza. Non è un orario esagerato, ma considerando il viaggio dal Locarnese non è poi così male: in ogni caso, per la Stranociada del 28 febbraio a Locarno sto in trattative, per potere rientrare un po’ più tardi.

Come era l’ambiente al vostro arrivo?
C’erano già molto traffico e molta gente nel parcheggi del centro sportivo, fuori dai cancelli. Mi ha stupito trovare una grande maggioranza di giovani più o meno della mia età – diciamo fra i 15 e i 20 anni – e molta ma molta meno gente dai trent’anni in su. I minorenni bevevano nel parcheggio, sapendo di non potere comperare nulla all’interno.

In effetti, chi ha dovuto fare le pulizie domenica mattina si è trovato di fronte un assortimento di bottiglie (vuote) da fare invidia a un supermercato…
Le cose funzionano così: la stragrande maggioranza dei minorenni, e anche buona parte dei maggiorenni, si porta l’alcol da casa, visto che all’interno è difficile acquistarlo – e, in ogni caso, i prezzi sono fuori dalla nostra portata. Anche noi amiche avevamo in borsetta un paio di bottiglie di Vodka Red Bull, e abbiamo fatto in modo di passarcele attraverso la recinzione. Una volta dentro, poi, non abbiamo più comperato nulla da bere per tutta la sera, salvo una birra – grazie a un’amica che, all’ingresso, è riuscita a farsi mettere il braccialetto dei maggiorenni.

Il principio, quindi, è di «devastarsi» prima ancora di entrare alla festa?
Ecco, il modo in cui i giornali e gli adulti usano questo verbo – «devastarsi» – mi lascia molto perplessa. Io non credo che qualcuno, a parte forse una minoranza di miei coetanei, vada alle feste con l’idea di vomitare, stare male e finire in ospedale.

Va bene, però chi c’era sabato sera a Sementina ha assistito a una processione continua di ambulanze…
Alla nostra età, per forza di cose, non siamo ancora capaci di gestire l’alcol. La vostra generazione non aveva il divieto di consumare l’alcol prima dei 18 anni – una proibizione della quale faremmo bene a discutere, un giorno di questi… – e ha avuto modo di “abituarsi” pian piano, di fare esperienza. A noi invece questa cosa, come tante altre, è proibita. Credo proprio che se i sedicenni potessero acquistare qualche birra ai bar del Carnevale – come accadeva in passato senza scandalo – ci sarebbero molti meno ricoveri all’ospedale.

Ok, proseguiamo: che ambiente c’era all’interno del capannone?
L’ambiente di una festa, dove tutti si divertivano. C’era tanta, tantissima gente ma nessun casino. Non ho visto nessuno picchiarsi o litigare, semplicemente si ballava e si conversava – dove il volume della musica lo permetteva. Ovviamente non ho potuto vedere tutto, ma non mi pare di essermi persa orge in stile Il lupo di Wall Street...

Tra parentesi: come hai fatto a vedere Il lupo di Wall Street, che è vietato ai minori di 16 anni?
Un’altra proibizione davvero sensata (ride)… Qualcuno non ha ancora capito che se ci viene impedito di vedere un film al cinema lo scarichiamo dalla rete, e ci risparmiamo anche i 17 franchi del biglietto.

Torniamo al Carnevale. La situazione che descrivi – una bella festa fra piccoli gentiluomini – è davvero un po’ diversa da quella infernale descritta da alcuni testimoni…
Fuori dal capannone, in effetti, le cose sono andate un po’ diversamente. Anzitutto, considerata la ressa, moltissima gente ha dovuto uscire, e con il fango che c’era dappertutto – e la pioggia che continuava a cadere – le cose sono diventate un vero macello. Va detto che poi, dopo una certa ora, all’esterno sono arrivati tutti quelli che erano alticci.

Hai visto qualcuno stare male?
Una ragazza ha vomitato, come del resto tanti altri. Non ho visto nessuno portato via dall’ambulanza, anche se so che è capitato. Mi ha molto colpito, al momento di uscire, vedere tutte le bottiglie vuote abbandonate vicino alla cassa. In effetti, credo che proprio questa cosa abbia rovinato la festa a tanti ragazzi: visto che non potevano entrare con l’alcool che si erano comperati e portati da casa, pur di non buttarlo via se lo sono scolato tutto d’un fiato.

Hai già detto che voi non avete avuto questo problema, perché siete riuscite a fare entrare le bottiglie passandovele attraverso la recinzione. Significa che ci tenevate proprio, che senza bere non sarebbe stata la stessa cosa?
Dipende da persona a persona. Per chi è timido e non riesce a interagire, bere qualche sorso aiuta a divertirsi di più. Ad altri, quelli più espansivi, non serve. Per me, che sono un po’ una via di mezzo, bastano un paio di sorsi a serata, senza esagerare. Ho molta paura di vomitare, quindi sto bene attenta a non superare i miei limiti… Senza dimenticare che una ragazza, in certe condizioni, può diventare facilmente un bersaglio per attenzioni indesiderate.

Possiamo quindi immaginare che a mezzanotte, uscendo, i vostri genitori vi abbiano trovate un po’ su di giri: avete parlato della serata?
Sì, ci siamo trovati al punto che avevamo concordato, puntualissime: durante il tragitto verso casa poi abbiamo raccontato quello che abbiamo fatto e visto. Si sono accorti, ovviamente, che alcune di noi erano più allegre (e chiacchierone) del solito, ma non è un problema. In ogni caso non ci sono state discussioni particolari, anche perché a casa mia sull’alcool c’è un atteggiamento aperto. I miei si rendono conto che non possono tenermi sotto una campana di vetro, in un mondo nel quale per di più tutti gli adulti bevono, e che – alla fin fine – quel che dovevano insegnarmi me l’hanno già insegnato. Ora è una questione di fiducia.

Ora a Sementina si parla già di vietare il Carnevale ai minorenni, nel 2015: una moda che in Ticino si sta diffondendo…
Sarebbe una cosa inutile, anzi: ci sarebbe una rivolta, e credo proprio che i minorenni avrebbero ragione a protestare. Fino a qualche anno fa a nessuno sarebbe venuto in mente di proporre un divieto del genere, ora qualcuno ha fatto questa geniale pensata e tutti si accodano. Il Carnevale è una festa di tutti, un diritto, e non è giusto toglierla a una categoria specifica di persone. Mi spaventa questa idea, fa venire in mente quei posti dove c’erano gli autobus per i neri e gli autobus per i bianchi… O tutti o nessuno. È vero che noi minorenni “rendiamo poco” per gli organizzatori, perché beviamo e spendiamo molto meno di un trentenne o di un quarantenne, ma al limite potrebbero pensare a capannoni separati. Chiuderci fuori non è una soluzione.

Va bene, ma cosa suggerisci per evitare scene di guerra come quelle viste sabato?
Non credo sia possibile. Tutti abbiamo bisogno della possibilità di sbagliare, per imparare a non farlo più –e crescere. La ragazza che ho visto vomitare, probabilmente non lo esagererà mai più a quel modo, per tutta la sua vita; solo a vedere una bottiglia di vodka rossa da lontano, d’ora in avanti si sentirà girare lo stomaco. E non fate finta che a voi non sia mai capitato…

Red

* Il nome è noto alla redazione

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