I vertici del Ministero pubblico tracciano il bilancio del 2013 e lanciano un'allarme: il nostro personale amministrativo ha accumulato 21'000 ore straordinarie

BELLINZONA – I temi forti sono tre: i reati legati al cosiddetto “mondo del divertimento” – prostituzione ma non solo - e al sottobosco criminale che lo circonda; gli effetti criminogeni della crisi economica; le razzie sistematiche e ripetute che colpiscono la popolazione e minano il senso di sicurezza soggettiva. Ne hanno parlato oggi, mercoledì 12 febbraio, il procuratore generale John Noseda e il sostituto Antonio Perugini.
Nel corso della conferenza stampa annuale del Ministero pubblico, Noseda ha pure lanciato un allarme sulla carenza di personale amministrativo.
L’intervento di Noseda
“Dossier penali stabili ma esplodono le ore straordinarie”
“Dal punto di vista quantitativo c’è stata l’anno scorso una sostanziale stabilità del numero di procedimenti nuovi (circa 12'500) e pendenti (5'000). L’anno precedente aveva invece segnato un consistente aumento rispetto al passato. Siamo comunque riusciti a smaltire gli arretrati più vecchi.
Questo sforzo di mantenimento della stabilità avviene però al prezzo di un impegno amministrativo accresciuto. Quando sono entrato in funzione a inizio 2011 i funzionari del Ministero pubblico avevano 11'000 ore straordinarie. Oggi siamo a 21'000 ore supplementari. Il che significa che avremmo bisogno di dieci funzionari a tempo pieno per smistare queste ore.
E questa tendenza rischia di diventare insostenibile. Spero si possano trovare delle soluzioni, pur considerando i problemi finanziari del Cantone”.
Crisi e reati penali
“La crisi economica non ha mai un effetto criminologico immediato. Vediamo che i reati contro il patrimonio, che erano mediamente nell’ultimo decennio 6'800, dal 2012 sono aumentati di 1'500 all’anno. Si tratta in particolare di reati fallimentari, di casi finanziari anche importanti legati a fiduciarie e banche.
La medesima cosa la constatiamo in una tipologia di reati ‘comuni’ il cui movente è legato alla crisi economica. Anche reati che riteniamo di diritto comune diventano più frequenti perché certe abitudini al consumismo, a vivere senza senso di responsabilità, sfociano in comportamenti profondamente deliranti…”
Il mondo del divertimento
“Nei settori del divertimento, dello svago, della prostituzione, c’è tutto un sottobosco che trae benefici in termini di frodi fiscali e altri reati patrimoniali. Siamo anche arrivati a comportamenti che hanno minacciato il sistema stesso delle istituzioni (il caso Lumino’s, ndr). Su questi settori, che sono profondamente criminogeni, è dunque necessario un occhio di particolare riguardo. Occorrono immediatezza e celerità nel chiudere i procedimenti penali e portarli a giudizio. Dobbiamo inoltre utilizzare modalità tipiche delle indagini finanziarie, come sequestro di beni, analisi dei conti bancari, eccetera”.
L’intervento di Perugini
“Sul carro dei soldi facili ci salgono in troppi”
“Occorre individuare e intravedere dietro i fenomeni di cronaca quali sono gli elementi che devono indurci a una profonda riflessione. Il settore del divertimento, che in Ticino percentualmente abbonda più che altrove, crea fenomeni che non sono solo di sfruttamento da business. Attorno a queste attività abbiamo constatato da parte di alcuni personaggi una netta capacità di ‘corruzione ambientale’. Sul carro del denaro facile e immediato, e soprattutto in nero, salgono tutte le categorie professionali, sociali ed economiche. Non ci sono più le reticenze mentali e i freni inibitori e morali che frenavano questo fenomeno. Poi, sul carro ci sono tutti i vari scompartimenti: violenza, sfrontatezza, corruzione, frode fiscale, eccetera. Siamo un cantone di frontiera e come tale più soggetto all’arrivo di certi personaggi attratti da condizioni migliori per lucrare con metodi non rispettosi della legge”.
Le razzie sistematiche di ladri e rapinatori
“Un secondo elemento rilevante sono le preoccupazioni più che giustificate che la popolazione ha e avrà sempre di più nei confronti delle razzie sistematiche e ripetute che vengono compiute da ladri e rapinatori. Non c’è stata un’esplosione di questi reati in termini numerici, ma è cambiato il genere di obiettivo prescelto. E sono tutti obiettivi fragili: negozi senza sorveglianza, abitazioni, commesse, persone anziane”.
“La tendenza a organizzarsi privatamente, con agenzie di sicurezza privata o con ronde, per salvaguardare i propri beni va tenuta sotto controllo. Bisogna evitare che qualcuno arrivi a farsi giustizia da sé. Ma è anche significativo di una presa di coscienza: che la sicurezza è un bene comune che tutti devono contribuire a salvaguardare”.
Sia Noseda sia Perugini hanno lodato il lavoro della polizia cantonale, dalla gendarmeria alla giudiziaria, delle polizie comunali e delle Guardie di confine.
L’addetto stampa del Ministero, Saverio Snider, ha infine tracciato un bilancio dell’attività di comunicazione: nel 2013 i comunicati stampa diramati sono stati oltre 200 comunicati e 1624 le richieste di informazioni da parte dei giornalisti, 150 in più rispetto all’anno precedente.
emmebi