Insieme alla 45enne, di origine americana, in manette anche un 33enne. I reati ipotizzati sono legati alla ristrutturazione dell'ex clinica Villa Verde. Nel novembre 2012 la scuola era stata al centro di un blitz di polizia

LUGANO - A un anno e tre mesi dal blitz nell’allora sede della Scuola Montessori a Dino – era la fine del novembre 2012 - l’ex presidente (facente funzione di direttrice) dell’istituto, una 45enne di origine americana, K.G., è finita in carcere. Lo fa sapere il Ministero pubblico, precisando che la donna è stata arrestata a Lugano il 12 febbraio insieme a un 33enne, pure straniero.
Entrambi gli indagati sono domiciliati nel Luganese. Sono accusati di svariati reati di natura finanziaria in relazione alla ristrutturazione dell’immobile di Dino, dove un tempo aveva sede una delle cliniche psichiatriche del dottor Realini, la Villaverde. L'inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Francesca Lanz.
Dopo il blitz del 2012, K.G. aveva chiarito pubblicamente il suo ruolo: "Non sono la direttrice, che è in malattia dall’inizio del mese, bensì la presidente dell’associazione e sono fra i fondatori dell’istituto avendo messo il capitale per creare la scuola".
Aveva respinto le accuse mosse nei suoi confronti e raccontato così l'irruzione della polizia scattata dopo la segnalazione di un genitore: "Tredici agenti di polizia hanno fatto irruzione nella scuola per via di un litigio fra due bambini capitato in un gabinetto due settimane fa. Cose che succedono in tutte le scuole. Noi abbiamo chiesto l’intervento del nostro psichiatra infantile. Ma non possiamo certo chiedere ai docenti di accompagnare i bambini al gabinetto".
Ma quella vicenda non c'entra con i reati contestati oggi alla donna e all'uomo arrestato insieme a lei, che sono di natura finanziaria.
Liberatv.ch aveva pure rivelato che K.G. era la prosperosa donna bionda che una decina di anni fa si fece fotografare sul cofano di un’auto della polizia cantonale. Quella foto, pubblicata dal Caffè, scatenò un vero e proprio pandemonio e mise nei guai alcuni agenti e commissari e in imbarazzo il comando della Cantonale.
emmebi