CRONACA
"Assorbenti, pannolini, sacchetti nel gabinetto… un malcostume che dobbiamo debellare”
Mauro Veronesi, a capo dell’Ufficio della protezione e della depurazione delle acque, fornisce un quadro completo della situazione e addita il malcostume delle persone: “Il caso del fondale di Rivetta Tell deve indurre a un esame di coscienza”

BELLINZONA – Un’area di cento metri di Ceresio ridotta a “un deserto senza vita” popolato solo da assorbenti da donna, pannolini, detriti di carta igienica, ma anche cestini della spazzatura di proprietà del Comune di Lugano, carrozzine e biciclette. Questo lo “spettacolo” che si pone di fronte agli occhi affacciandosi nel pezzo di lago di fronte alla Rivetta Tell (vedi articolo allegato).

Uno spettacolo che non ha potuto che causare lo sdegno, e la preoccupazione, di molti per quanto sta avvenendo. Che, se certamente frutto in parte di carenze nel sistema fognario cittadino, è in realtà dovuto al malcostume dei cittadini che ancora gettano nei water di casa quanto andrebbe invece buttato altrove, creando “lo spiacevole spettacolo per l’occhio” a cui stiamo assistendo a Rivetta Tell. Questo quanto dichiara a Liberatv Mauro Veronesi, a capo dell’Ufficio della protezione e della depurazione delle acque, che da noi contattato, ci ha fornito un quadro completo sulla (mala)questione, le sue cause e la sua situazione attuale e futura, anche alla luce dell’incontro avuto oggi con uno degli attori additato fra i responsabili: il Consorzio depurazione acque di Lugano, gestore della stazione di pompaggio di Piazza Riforma.

Ma andiamo con ordine, e cominciamo da come si è arrivati a questa situazione. Le cause sono note: le forti precipitazioni e la mancata separazione fra acque scure e chiare, che intasa la stazione di pompaggio di Piazza Indipendenza. Gli scarichi fognari vengono così riversati nel Ceresio. Veronesi, si tratta di un evento eccezionale o di un’alternativa adottata spesso? Si ripete da molto?
“Dobbiamo pensare a una situazione eccezionale, frutto di alcune circostanze sfavorevoli, che non è il risultato di una scelta specifica. Innanzitutto è fondamentale chiarire la natura del canale di Rivetta Tell. Qui sfocia un riale sotterraneo che, intubato da decenni, nel suo corso riceve anche diversi scaricatori di piena. E per meglio capire cosa ciò comporta è necessaria una piccola spiegazione su come funziona lo smaltimento delle acque luride domestiche nel Luganese”.

Mi dica.
“Il 65% delle canalizzazioni luganesi sono a sistema misto, ciò vuol dire che raccolgono sia delle strade sia le acque luride che provengono dalle case. Un sistema che può ora sembrare primitivo, ma che, da quando posato, ha permesso di salvare i nostri fiumi e laghi perché quello che prima vi veniva buttato direttamente ora viene prima portato agli impianti di depurazione. Il problema è che quando piove molto, come è stato in questo inverno, le reti si sovraccaricano e devono essere alleggerite riversando una parte di questo flusso nei canali che fungono da scaricatori di piena e che sfociano direttamente in laghi e fiumi. E quello di Rivetta Tell non è l’unico, ce ne sono vari nei nostri fiumi e laghi, ma non ce ne accorgiamo nemmeno perché solitamente vi si immettono acque diluite”.

Non così a Rivetta Tell però…
“Come avevo accennato, qui sfocia il riale coperto Gensiana. Questo riceve molti scarichi, anche comunali, ultimo dei quali è quello che proviene dalla stazione di pompaggio di Piazza Indipendenza a cui affluiscono tutte le acque di Lugano per essere poi inviate verso l’impianto di depurazione. Quello che ha portato ad avere questi importanti scarichi nelle ultime tre settimane, che sono stati comunque a singhiozzo, sono stati i lavori di manutenzione straordinaria che hanno coinvolto entrambi i due canali della stazione: sono stati entrambi chiusi, prima uno poi l’altro, per permettere le operazioni di rattoppo. In questo modo uno dei due era sempre in funzione. A dire il vero, il lavoro è stato fatto in questo periodo non a caso: nei piani di intervento era stato scelto proprio perché statisticamente è il periodo in cui piove meno e il blocco parziale della stazione avrebbe dovuto causare un minore impatto. Purtroppo le grandi piogge di questo inverno hanno smentito le previsioni e in combinazione con questi lavori, che non potevano essere rimandati, hanno portato al verificarsi di questi scarichi”.

Oltre alla contingenza ‘straordinaria’, la situazione del canale di Rivetta Tell rimane comunque problematica. Sono previste e possibili soluzioni in grado di arginare questo problema?
“L’obbiettivo è separare l’afflusso di acque chiare e scure di modo che anche in caso di forti piogge non si sovraccarichino più le canalizzazioni. Ma è una cosa che richiede molto tempo perché se si deve aprire una strada si cerca di fare più lavori contemporaneamente: da interventi di canalizzazione fognaria e di acqua potabile a quelli elettrici, è quindi un intervento anche molto costoso. Per quanto riguarda invece il problema generato dall’impianto di Piazza Riforma, durante la riunione, il direttore ci ha confermato che anche i lavori sulla seconda condotta sono ora conclusi. Perciò di fatto il grosso apporto dovrebbe essere ora scongiurato. Inoltre, già quest’anno partiranno dei lavori di miglioramento della stazione, e tra questi anche la posa di una griglia che, nel caso di riversamenti nel riale, filtrerà le acque luride che vi verranno immesse. Il problema però potrebbe ripresentarsi in tempo di abbondanti piogge, per l’effetto di altri scaricatori di piena. Ma su quanto trovato nel lago, io credo, a titolo personale, che una precisazione vada fatta”.

Prego.
“Sono stati trovati assorbenti, sacchetti e addirittura pannolini… Questo, non è certo il frutto dell’inadempienza del Consorzio o del Comune, ma delle cattive abitudini dei cittadini, che buttano nella toilette quanto non dovrebbero. Questo episodio secondo me dovrebbe anche trasformarsi in una occasione per rendere attente e sensibilizzare le persone su questo diffuso malcostume che può avere anche ben più gravi conseguenze. Sempre il canale di Rivetta Tell due anni fa fu al centro di un problema ben più serio: qualcuno buttò nelle canalizzazioni un oggetto che riuscì ad arrivare fino alla stazione di pompaggio di Piazza della Riforma, qui si incastrò in alcuni ingranaggi mandando completamente in tilt il sistema. Il risultato fu che per tre settimane dal canale di scolo di Rivetta Tell uscirono liquami a ritmo costante. E oltretutto, è un malcostume che produce anche all’occhio qualcosa di veramente spiacevole…”

Certo, ma non si può negare che a creare l’inquinamento maggiore in quella zona è proprio il liquame fognario. A quanto ci ha raccontato, dobbiamo considerarlo un apporto ‘normale’? Ci saranno conseguenze per il lago?
“Sì, la fonte di inquinamento maggiore è il liquame fognario, che di solito entra in tempo di pioggia. Ed è normale, ma non in questi quantitativi, dovuti a circostanze contingenti. Per determinare la salute di un lago vi sono parametri che si basano sul carico di fosforo, fattore che fa crescere le alghe, che è in grado di tollerare. Dovremo perciò quantificare l’apporto di fosforo che si è verificato durante questo episodio. Ma il bacino nord del Ceresio è abbastanza in buona salute e anche nell’incidente di tre anni fa, con un afflusso di liquami ben più grave, è stato in grado di smaltirlo e dovrebbe farlo ancora. Ma allo stato attuale non è ancora possibile capire in che tempi ciò avverrà”.

In chiusura, dato che la situazione problematica del canale di Rivetta Tell è conosciuta e da tempo, anche se le canalizzazioni sono di competenza comunale, o del consorzio che le gestisce, come ufficio protezione acque ne avete comunque la supervisione. Vien da chiedersi allora: non avreste potuto fare qualcosa prima?
“Noi siamo supervisori per quanto concerne il piano generale di smaltimento. Spiego brevemente: ogni comune o consorzio ci dice quale sistema vuole adottare, i tempi di realizzazione e i costi. in pratica programma il suo piano di smaltimento e noi come Ufficio abbiamo il compito di approvarlo o meno, ma la messa in atto spetta a Comune o al Consorzio”.

Quindi l’Ufficio della protezione delle acque anche in un caso simile, come Rivetta Tell conosciuto in quanto punto problematico, non può imporre che si agisca entro un certo termine per arginare, quantomeno, il problema?
“Chiaro che se riscontriamo inadempienze interveniamo sicuramente. Ma l’episodio che si è concluso oggi è legato a eventi straordinari. E anche la manutenzione della stazione di Piazza Riforma, da cui dipende il grosso dell’afflusso, doveva essere fatta. In questo caso quindi non è riscontrabile nessuna inadempienza che ci possa spingere a intervenire. Direi anzi che è stata una sfortunata serie di coincidenze. Poi chiaro che, a seconda delle sensibilità, penso ai pescatori per esempio, non si farà mai abbastanza. Ma capisco, sono biologo di formazione e ho anche io una mia sensibilità sulla tematica. Ma finché non si sarà riusciti a separare il sistema di smaltimento di acque chiare e scure, problemi ci saranno sempre. Si possono mitigare, ma azzerarli il più delle volte è difficile”.

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