La famosa scrittrice italiana, ospite di Salvatore Maria Fares e del circolo Nuova Antologia, durante la conferenza ha risposto alle domande delle politiche Laura Sadis, Cristina Zanini Barzaghi e Amanda Rückert

LUGANO – C’era grande attesa intorno alla conferenza organizzata questa mattina al palazzo dei Congressi sul tema “L’evoluzione della donna negli ultimi 50 anni”. Ospite d’onore: Dacia Maraini.
La celebre scrittrice di lontane origini ticinesi, l’autrice italiana più tradotta e conosciuta al mondo, era ospite del circolo Nuova Antologia, presieduto da Salvatore Maria Fares. Dopo l’introduzione e una prima intervista ad opera di Fares, è stato poi il turno delle domande e degli interventi di altre tre ospiti, tutte al femminile come il tema dell’incontro: Laura Sadis, consigliera di Stato; Cristina Zanini Barzaghi, municipale della Città di Lugano e Amanda Rückert, deputata al Gran Consiglio.
La Maraini, che ha da poco dato alle stampe “Chiara D’Assisi. Elogio della disobbedienza”, davanti a una sala gremita ha anche parlato della votazione del 9 febbraio sull’immigrazione di massa: “Sono rimasta stupita dell’esito – ha detto – perché per me la Svizzera è sempre stata sinonimo di apertura e di accoglienza.”
La scrittrice ha in seguito espresso diversi concetti, a cominciare da un giudizio sulle quote rosa nella politica e negli enti pubblici: “Sono per la meritocrazia, ma purtroppo non è sempre realizzabile e, nonostante non sia un’amante delle quote rosa, credo che se possono servire a squarciare un muro vadano utilizzate, ma solo temporaneamente come strumento di rottura” ha dichiarato la scrittrice, secondo la quale ci sono ancora troppi pregiudizi storici, “non solo in politica, ma ad esempio anche nella letteratura: ancora oggi, sebbene sul mercato ci siano molte donne che scrivono, quando si parla di prestigio letterario si fa fatica a pensarlo al femminile.”
Da un punto di vista più generale l’autrice italiana ha descritto una società, quella odierna, basata sulla violenza e il sopruso, dove vince il più forte e il più ricco e, spesso, “sono le donne a farne le spese. Il libero arbitrio esiste solo se le donne non accettano più di farsi oggetto, ma spesso una bella ragazza senza gli adeguati strumenti professionali rischia di diventare facilmente preda.” Purtroppo, secondo la Maraini, questa tendenza viene sempre più esacerbata anche da una cultura del mercato che pretende che l’individuo si oggettifichi da sé, sconvolgendo in maniera radicale la ‘sacralità’ della persona.
Parlando di femminilità e seduzione la scrittrice ha spiegato che il linguaggio del corpo è sicuramente seduttivo, ma non è l’unico possibile, esistono infatti anche quello dell’intelligenza e quello degli argomenti, che non si limitano a una bella scollatura. “Se usi il linguaggio della seduzione del corpo poi non puoi usarne un altro. Diventi poco credibile e certe donne non lo capiscono. Non sto dicendo che bisogna coprirsi con un burqa, ma semplicemente cercare di essere sobria, come d’altronde deve esserlo l'uomo” ha concluso la Maraini.
emmebi