CRONACA
Slavina in Val di Blenio: “Oggi il pericolo valanghe era il più basso dell’intero inverno, eppure…”
“Le indicazioni dell’istituto di Davos sono utili ma generali, bisogna quindi valutare sempre la situazione effettiva in loco. Perché diversi fattori possono produrre localmente un rischio maggiore”, spiegano da Locarno Monti

LOCARNO – Ancora da chiarire le dinamiche della valanga staccatasi oggi in Val di Blenio nella zona del pizzo Cadrèigh, a circa 2300 metri di altezza, e che ha coinvolto un gruppo di sei escursionisti, lasciando gravemente ferita una sci-alpinista 50enne (vedi articolo allegato). Stando al bollettino diramato per oggi dall'Istituto per lo studio delle neve e delle valanghe di Davos, il pericolo di valanghe per il Ticino era moderato: due su una scala di cinque.

“Un pericolo relativamente basso”, come ci conferma a il meteorologo a Locarno Monti Matteo Buzzi, che da noi interrogato sulle possibili cause della slavina, ha aggiunto: “Il pericolo era non solo basso, ma tra i più bassi registrati durante l’inverno, dalla grande nevicata di Natale. In montagna però, il manto nevoso non è mai omogeneo e a seconda delle zone può avere consistenze diverse. Perciò, anche se minimo, c’è pur sempre un rischio valanghe e il caso della Val di Blenio lo dimostra”.

Buzzi spiega infatti che anche se le condizioni generali non sono preoccupanti, diversi fattori, come la quantità di sciatori presenti, la pendenza del terreno o l’insolazione, possono produrre localmente dei rischi slavina. “Il pericolo perciò non va mai sottovalutato, anche quando il bollettino dell’istituto di Davos non evidenzia particolari problemi. È sì un buon indicatore, ma generale, perché il monitoraggio di ogni singolo pendio non è possibile e bisogna poi sempre valutare la situazione effettiva del terreno. Inoltre, più andiamo verso la primavera, più le giornate si fanno calde e le condizioni di stabilità del manto nevoso possono cambiare anche nell’arco delle 24 ore: nel pomeriggio, ad esempio, dopo che un pendio è rimasto tutto il giorno al sole, il rischio lì può certamente essere più elevato rispetto al mattino”.

Le dinamiche della slavina staccatasi in Val di Blenio sono ancora da chiarire, per Buzzi però un possibile fattore che potrebbe aver portato a una maggiore instabilità nella zona è dovuto al vento da nord di sabato, spiega infatti il meteorologo: “Questo potrebbe aver provocato l’accumulo di neve soffiata sulle creste della montagna, accentuando così il pericolo di slavine”.

Dato il bel tempo previsto soprattutto per domani, chiediamo quindi Buzzi quale sarà il pericolo per i prossimi giorni: “Il bollettino di Davos sarà aggiornato alle 17, ma, date le condizioni climatiche attuali, non credo che dovrebbe cambiare molto rispetto ad oggi, il grado di pericolo dovrebbe quindi rimanere di due su cinque. Durante la settimana poi, si verificheranno deboli precipitazioni nevose sopra i mille metri fra la serata di martedì e mercoledì, ma le quantità saranno minime e non dovrebbero influire sulla stabilità del manto. Non così invece per la perturbazione prevista fra venerdì e domenica: non è ancora possibile stimare i quantitativi di neve che cadranno, ma, ipotizzo, potrebbero esser sufficienti a far salire a tre il grado di rischio”.

Dove si possono riscontrare, chiediamo quindi, i rischi maggiori? “Una regola assoluta, come spiegavo, non c’è: fondamentale è sempre valutare la situazione del terreno. A livello generale, le disposizioni di Davos indicano un pericolo più accentuato a partire dai duemila metri in su. Spesso inoltre, più stabili nel corso della mattinata, quando la neve è ancora gelata, sono i pendii rivolti sud, mentre nel corso della giornata, con il riscaldamento, si ha la situazione inversa”.

Le raccomandazioni per chi si apprestasse in questi giorni a un’escursione sono perciò “principalmente leggere attentamente il bollettino valanghe diramato da Davos, ma poi valutare anche  e ancora più attentamente la situazione effettiva in loco, confrontando le temperature in quota, di modo da vedere se c’è un forte riscaldamento e valutando ogni singolo pendio in rapporto a quanto diramato dal bollettino e se si dovesse notare qualche differenza o anomalia, prestare molta attenzione”.

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