CRONACA
Espulsione di Yasin: una lettera falsa all’origine della decisione? Leggi la lettera
La lettera dell’ambasciata svizzera in Iran, che ha spinto l’Ufficio della migrazione ad esprimersi per l’espulsione, sembrerebbe un falso grossolano. Entra e guarda la lettera

BELLINZONA – La vicenda dell’espulsione del giovane iraniano Yasin è ormai nota e da qualche settimana rimbalza sulle cronache nostrane. Ora alla vicenda si va aggiungere un ulteriore particolare, che getterebbe non poche ombre sull’operato dell’Ufficio della migrazione, che si è espresso per l’espulsione del parrucchiere 23enne. Lo riporta la Regione. 

La decisione dell’Ufficio infatti sarebbe stata presa anche sulla base di una lettera apparentemente proveniente dall’ambasciata elvetica a Teheran, ma che in realtà ha tutto l’aspetto di un falso, anche abbastanza grossolano. 

La lettera presenta infatti tutta una serie di imprecisioni e di mancanze, a cominciare dal nome di Yasin sbagliato più volte (scritto in tre modi diversi), o dalla mancanza di un’intestazione, delle referenze e soprattutto di una firma. Anche la l’inglese utilizzato nella missiva risulta alquanto maccheronico. Nella presunta lettera l’ambasciata prende posizione in merito alla veridicità di un mandato di comparizione davanti alla giustizia iraniana, che Yasin ha presentato a suffragio della domanda di asilo in Svizzera, affermando che il giovane non è in pericolo nel proprio paese. 

Il contrario di quanto sostenuto dal 23enne iraniano e dal suo avvocato Mario Branda, che aveva contestato la lettera già nel secondo ricorso al Taf, ma senza ottenere risposta. 


Il Consiglio di Stato sta nel frattempo valutando se concedere a Yasin un permesso di soggiorno per motivi umanitari. 

Leggi la lettera “contestata” qui sotto 

red

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