CRONACA
Bellinzona, svelata l’identità dell'erede al trono: Renato Dotta è Re Rabadan ottavo
Si confermano quindi le voci che vedevano in Renato Dotta il successore di Re Dantun. Nome nuovo fra i coronati, Dotta è però familiare a medioevo e costumi: è infatti il presidente de “La Spada nella Rocca”

BELLINZONA – Una piazza Collegiata davvero gremita quella che, nonostante la pioggia, ha atteso la presa della città da parte del misterioso nuovo re. A far capolino sul trono, all’inizio, è il re ancora confinato nelle sue sembianze di ranocchio (di pezza). Ma, non dopo una piccola svista della nuova regina, il suo bacio ha finalmente effetto e sul palco compare Renato Dotta.

Confermate quindi le voci che, con l’avvicinarsi della cerimonia, si facevano sempre più insistenti e che vedevano proprio in Dotta il successore di Re Dantun. Dotta, classe ’55, di Camorino, ingegnere tecnico nel campo delle telecomunicazioni e attivo a livello della politica comunale in seno al PLR, è un nome nuovo fra i coronati della Turrita. Ma non è nuovo invece alle atmosfere medievali e ai costumi: è infatti il presidente de “La Spada nella Rocca”, l’evento che ogni anno porta proprio a Bellinzona centinaia di curiosi e appassionati dell'età di mezzo.

Con questa serata si svela finalmente l’arcano, come ha fatto notare anche il presidente del Rabadan Bixio Caprara che salendo sul palco a inizio cerimonia ha esordito: “Finalmente questa sera scopriremo il nome del nuovo re. Devo dire che mi tolgo anche io un bel peso dallo stomaco. Tantissimi nomi sono stati fatti, tutti personaggi assolutamente degni di ricevere la corona”. E indicando poi il ranocchio di pezza che dall’anno scorso ha rimpiazzato il re che si è volatilizzato durante la chiusura della 150esima edizione, ha aggiunto: “Speriamo che la regina faccia un buon lavoro baciando in modo appassionato questo bel ranocchio… e che Dio ce la mandi buona!”

E aveva ragione a temere: il primo bacio della nuova Regina, Diana Guidotti, non è infatti stato in grado di spezzare del tutto l’incantesimo e sul palco ha fatto capolino il frontaliers Roberto Bussenghi (alias Flavio Sala). “Popolo di Bellinzona, sono re Bussenghi primo da Usmate Carate”, ha esordito salutando i sudditi.

Nonostante la calorosa accoglienza della folla, il presidente Caprara si è subito accorto però che in quel bacio qualcosa non deve aver funzionato. Peccato, perché come non ha mancato di sottolineare il buon Bussenghi, “sono economico e poi mi hanno detto che prima che entra in vigore quella cosa là ho ancora tre anni e oh se faccio in tempo a regnare…”.

La Regina ci riprova e l’incantesimo si spezza. Seduto sul trono c’è il ‘nostro’ Re Renato, che al grido di “siam pronti a far carnevale?!” omaggia i suoi sudditi con un primo regalo: un piccolo concerto di Sebalter, il rappresentante della Svizzera al prossimo Eurosong.

Ricevute le chiavi, Re Renato rivolge un ultimo messaggio ai sudditi: “Andiamo per le vie della città e prendiamoci la Turrita. Divertiamoci, ma con testa… ma racumandi!” …che i festeggiamenti abbiano inizio!

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