CRONACA
Legge imprese artigianali, l’UAE al Governo: “Necessari tempi rapidi, in gioco gli interessi socio-economici"
L’unione delle Associazioni dell’edilizia sollecita il Consiglio di Stato, non senza polemiche, a voler accelerare sul progetto di nuova legge, che secondo gli artigiani deve venir slegata dal “pacchetto frontalieri-padroncini”

BELLINZONA – “Ci permettiamo di chiedere formalmente che il processo di progettazione e introduzione della LIA, già in fase di elaborazione avanzata, venga sottoposta al Gran Consiglio al più presto. Non possiamo assolutamente condividere la scelta del Consiglio di Stato di inglobare questa proposta di legge – in particolare in considerazione della sua totale indipendenza – nel pacchetto delle circa 60 misure elaborate dal Governo e contenute nel rapporto denominato “Lavoratori frontalieri, fornitori di prestazioni indipendenti esteri e lavoratori distaccati in Ticino” . Siamo convinti che un’implementazione in blocco delle suddette misure non sia proponibile e debba passare dapprima da un’attribuzione di priorità.”

È questa in sintesi la richiesta formulata in una missiva, firmata dal presidente Piergiorgio Rossi (foto), dall’ Unione delle Associazioni dell’edilizia, che raggruppa diverse associazioni di categoria degli artigiani dell’edilizia, e indirizzata al Consiglio di Stato. Il progetto per una nuova Legge sulle imprese artigianali (LIA) nasce da un’iniziativa parlamentare del 5 novembre 2012 e la lettera odierna fa riferimento anche a un’interpellanza del 9 dicembre 2013 di Paolo Pagnamenta che chiedeva lumi in merito alla tempistica prevista. 

La nuova legge nelle intenzioni dovrebbe regolare un settore che non solo è confrontato con una
sempre crescente, e sovente scorretta, concorrenza interna ma è anche il settore maggiormente
sollecitato dagli effetti negativi legati agli accordi bilaterali. 
“Per questo motivo – si legge nel comunicato – riteniamo che un minimo di regolamentazione sia assolutamente indispensabile, anche per facilitare un corretto paragone delle prestazioni che sono strettamente correlate alla struttura aziendale. Va pure evidenziato il fatto che in altre nazioni e regioni esistono degli albi del tutto simili a quanto da noi auspicato e oggetto della mozione menzionata.”

Il caso degli “altri” artigiani 
Secondo l’Uae, la necessità della nuova legge passa anche dalla recente approvazione in tempi brevi della LEPICOSC, attualizzazione della precedente LEPIC, che ricalca le richieste dell’associazione, ma per un altro ambito, come spiegato nel testo: “Rammentiamo a tale proposito che, semplicemente in un'ottica di equità di trattamento, qualche mese fa gli artigiani del settore principale della costruzione che collaborano generalmente in veste di subappaltatori (ferraioli, casseratori, operatori per betoncini e murature in cotto e pietra) sono stati giustamente inseriti nella nuova legge, revisionata e denominata LEPICOSC, con procedura di adattamento realizzata in tempi da record.” 

Un trattamento “privilegiato” che proprio non va giù all’unione delle associazioni dell’edilizia: “Non riusciamo pertanto bene a capire quale differenza ci possa essere tra questi artigiani e i nostri associati. Riteniamo che gli impresari costruttori non possano essere ritenuti i depositari delle competenze costruttive, in particolare in considerazione del fatto che subappaltano una gran parte delle loro opere. Non intravvediamo inoltre grosse differenze di responsabilità e di competenze tra un ferraiolo e un carpentiere in legno oppure tra un imprenditore in carpenteria strutturale d’acciaio ed un impresario costruttore. Ci troviamo di fronte ad attività molto similari, che richiedono una struttura organizzativa e delle competenze specifiche equiparabili e pertanto, senza l'attuazione della LIA, vi sarebbe una palese disparità di trattamento.” Conclude il comunicato. 

red

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