CRONACA
Inchiesta Muscle Car: altri 6 arresti a Treviso, sgominata la banda che agiva in Ticino
Le indagini ticinesi sono iniziate, a seguito di un singolo episodio, nel mese di ottobre 2013 e hanno permesso di accertare un'attività intensa di ricettazione di auto, portando all'arresto di 8 persone in Svizzera

BELLINZONA - A margine dell'inchiesta denominata MUSCLE CAR relativa alla ricettazione di auto rubate, nella giornata odierna la Polizia di Stato italiana, sezione Polizia Stradale di Treviso, ha arrestato 6 persone coinvolte in un traffico internazionale di vetture.

Nell'ambito delle indagini eseguite dalla Magistratura ticinese e dalla Polizia cantonale,  coordinate dalla Procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti, sono stati identificati 50 veicoli, per la maggior parte auto di lusso, oggetto di reato patrimoniale all'estero (Francia, Italia, Germania e Spagna), molti dei quali riconducibili all'organizzazione sgominata dall'intervento odierno delle Autorità italiane. L'inchiesta ha permesso di sequestrare una quarantina di vetture.

Le indagini ticinesi sono iniziate, a seguito di un singolo episodio, nel mese di ottobre 2013 e hanno permesso di accertare un'attività intensa di ricettazione di auto, portando all'arresto di 8 persone su suolo elvetico, nonché di un'ulteriore persona arrestata all'estero per cui è stata chiesta l'estradizione. Sui due fronti, svizzero e italiano, sono state arrestate complessivamente 15 persone.

L'organizzazione agiva nel modo seguente: all'estero venivano noleggiate vetture di media-alta gamma, prevalentemente l'ultimo modello, per poi essere immediatamente importate e collaudate in Svizzera, attraverso l'utilizzo di documenti falsi creati a tal fine. Queste venivano poi immesse sul mercato per il tramite di rivenditori compiacenti e vendute a clienti ignari che provvedevano ad immatricolarle in Svizzera.

Grazie alla rapidità e all'ottima organizzazione dei trafficanti, il bene provento di reato risultava irreperibile alle Autorità estere competenti al momento della denuncia.

Gli accertamenti hanno altresì permesso di stabilire che in alcuni casi, al momento ancora limitati, parte degli imputati hanno pure proceduto al noleggio di automobili in Svizzera, vetture non più riconsegnate e rivendute all'estero.

"Fondamentale - si legge nel comunicato - in queste complesse indagini, è stata la stretta collaborazione tra le Autorità giudiziarie svizzere ed italiane, coadiuvate dal Centro di Coordinazione di Polizia e Doganale CCPD di Chiasso."

red

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