Locarno Monti ha diramato per il finesettima un’allerta neve di livello 3 per tutto il Cantone. Abbiamo sentito Stefano Zanini, esperto di Meteosvizzera, anche per capire se i grandi quantitativi accumulati potranno causare problemi con lo scioglimento

LOCARNO MONTI – “Nel Sottoceneri la neve si fermerà in altitudine, mentre a nord del Cantone potrà scendere fino al fondovalle”. Spiega così Stefano Zanini, esperto di Meteosvizzera, l’allerta neve di livello 3 (marcato) che interessa tutto il Ticino.
Una precipitazione che inizierà domani mattina, ma si concentrerà tra il pomeriggio di sabato e la notte su domenica. Possibili anche degli acquazzoni.
Non solo della prossima precipitazione abbiamo parlato con Zanini, che ha commentato anche l’evoluzione delle prossime settimane e i possibili rischi legati allo scioglimento primaverile degli eccezionali quantitativi accumulati in alta montagna.
Stefano Zanini, cosa dobbiamo aspettarci da questa perturbazione con allerta neve di livello 3 (marcato)? I fiocchi scenderanno davvero fino agli 800 metri anche nel Luganese?
“No in realtà nell’allerta è contenuto questo limite anche per un problema in parte tecnico. Ad ogni modo la precipitazione inizierà domani mattina con un limite delle nevicate piuttosto alto nel Sottoceneri, quindi sopra i 1500 metri, per poi stabilizzarsi a questa quota. Solo verso la fine dell’evento, nella notte su domenica, potrebbe scendere fino ai 1000/1200, ma non di più. Lo stesso vale per le regioni che a sud del Piano di Magadino.”
E nell’Alto Ticino invece?
“Nelle zone più vicine alle Alpi la precipitazione sarà anche più intensa e la neve potrà scendere fino al fondovalle. Infatti il limite di 800 riguarda soprattutto il Sopraceneri. Comunque l’aria si raffredderà dappertutto.”
La precipitazione quando si esaurirà?
“Il “grosso” della perturbazione terminerà domenica mattina all’alba, ma si tratta di un evento piuttosto particolare che inizierà in sordina domani mattina e poi si intensificherà nel pomeriggio: l’80% della precipitazione scenderà infatti in 12 ore, però con delle importanti differenze regionali, i quantitativi saranno maggiori a nord. Verso la fine saranno possibili anche degli acquazzoni, non mi stupirei di sentire un qualche tuono sabato notte, perché l’aria che arriva è decisamente più fredda.”
L'assaggio di primavera, o sarebbe meglio dire quasi di inizio estate, è già finito?
“Sì, le temperature avute nell’ultimo periodo erano eccezionali e sarebbero più consone a metà-fine maggio. Se lunedì scorso a 1500 metri avevamo 12 gradi, domenica e il prossimo lunedì saranno due sotto zero, un “tonfo” termico non indifferente.”
Il calo delle temperature perdurerà dunque a lungo?
“Si tratta di una modifica della situazione globale, su vasta scala, si può quindi dire che questo periodo di alta pressione e di temperature sopra la media è concluso e la perturbazione in arrivo introduce invece un periodo di clima più tipicamente primaverile, con un marzo un po’ “pazzerello” come ci ha abituati di norma, la situazione sarà più instabile e i cambiamenti saranno frequenti. Le massime con il sole arriveranno a 12-14 gradi.”
Un’ultima domanda: visti i grandi quantitativi di neve ancora presenti in altitudine sono da prevedere problemi in vista dello scioglimento primaverile?
“Diciamo che dipende molto da come procede la fusione di questa neve. I quantitativi, nonostante le due settimane calde, rimangono importanti, anche se si sono ridotti parzialmente per fusione e per assestamento. Detto questo ci sono diversi fattori che vanno presi in considerazione e che devono combinarsi: quando c’è così tanta neve in primavera la portata dei fiumi aumenta e questo tiene il livello dei laghi più alto rispetto alla media.
Se la fusione continua con questo ritmo non ci dovrebbero essere problemi, in quanto fiumi e laghi riescono ad assorbirne le quantità; se invece avremo un periodo di forte fusione, con i laghi già più alti del normale, a cui segue anche una precipitazione particolarmente intensa dei problemi potrebbero esserci. È quello che è successo nel ’99 a Thun dove, con una combinazione simile a quella ipotizzata, i danni e le esondazioni sono stati ingenti. Insomma dipenderà tutto da quello che ci regalerà meteorologicamente la primavera e il periodo maggiormente a rischio sarà verso fine aprile, però l’equazione tanta neve uguale a inondazioni non è data.”
dielle