Giorgio Squinzi, numero uno degli industriali italiani, ha suscitato scalpore e polemiche oltreconfine dichiarandosi possibilista sul trasferimento della sua azienda in Svizzera. “A Milano tempi infiniti, valuto l’idea”

MILANO – “Stamattina ho ricevuto offerte per trasferire il nostro headquarter in Ticino, se mi fanno aspettare altri quattro, cinque anni per realizzarlo a Milano ci posso anche pensare”. Sono queste le parole di Giorgio Squinzi, titolare del gigante del cemento Mapei e leader di Confindustria, l’associazione che raggruppa gli industriali italiani, che hanno scatenato uno sciame di polemiche oltreconfine.
Squinzi ha rilasciato la discussa dichiarazione a margine di un colloquio con il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, nell’ambito dell’evento “Dillo alla Lombardia”, incentrato sul rilancio economico.
Da parte sua il presidente della giunta lombarda gli ha risposto con un sorriso, invitandolo ad evitare una mossa che risulterebbe molto pericolosa per l’economia italiana. Ma Squinzi ha ribattuto subito seriamente: “No no, ci penso…”.
Il numero uno degli industriali durante l’incontro ha però anche alleggerito un po’ la pillola, in vista della riforma per il rilancio industriale promossa dalla giunta Maroni, che incassa il benestare di Squinzi: “Sono fiero di essere lombardo, siamo la prima regione manifatturiera d’Italia, fra le prime in Europa, dobbiamo difendere questa identità con tutte le nostre forze. In questo primo anno di giunta, credo vi siate mossi bene e sono sicuro che lo farete anche nei prossimi anni.”
red