CRONACA
Adolescenti, sesso e social media, Bonatti: “Scarsa stima di sé, genitori inadeguati e cultura del web le cause principali”
Dopo l’ennesimo caso di Palermo rimbalzato sui media riguardante minorenni, sesso, video e ricatti abbiamo sentito la sessuologa Kathya Bonatti per cercare di capire meglio il fenomeno

LUGANO – “La normalità del sesso senza emozioni è un concetto ormai assodato nei più giovani.” È questa una delle spiegazioni che fornisce Kathya Bonatti, sessuologa ticinese e docente di sessuologia forense all’Università la “Sapienza” di Roma, autrice tra gli altri di “Madri e padri manipolatori", al fenomeno del “sexting” tra gli adolescenti, e più in generale sulla loro sessualità, che “sta cambiando”. 

È di ieri infatti l’ennesimo scandalo, questa volta a Palermo, riguardante gli adolescenti, il sesso, i video e i social media (leggi articolo correlato). Recentemente anche il quotidiano italiano il “Fatto Quotidiano” ha dedicato ampio spazio al tema, con un’inchiesta a puntate dall’emblematico titolo “Sesso a 14 anni”, dove vengono intervistati, per una volta, i diretti interessati senza mediazione interpretativa. Quanto emerge ha scosso profondamente la vicina penisola, generando anche forti polemiche sull’opportunità stessa dell’indagine giornalistica. I primi due episodi portano degli incipit che lasciano poco spazio all’immaginazione: “Se non ti fai sverginare sei una sfigata” (puntata 1), dove parlano le ragazze, e “Se vai male a letto ti rovinano subito via sms” (puntata 2), dove invece sono i ragazzi a spiegare l’andazzo tra scuole medie e licei. 

Un atteggiamento, quello degli adulti che attaccano chi ha voluto indagare il fenomeno, che spesso nasconde la paura di confrontarsi con il problema, molto probabilmente perché le responsabilità vanno ricercate proprio nel mondo degli adulti e dei genitori, anche se non solo, come ci spiega nell’esclusiva intervista la sessuologa.

Kathya Bonatti, in Italia si susseguono notizie, l’ultima ieri a Palermo, di casi di sexting e più in generale di problemi legati al sesso tra adolescenti e social media. Come giudica questi casi? La sessualità dei giovanissimi passa ormai solo da questi mezzi?

“Al primo posto valuterei la mancanza di legittimazione del proprio valore, a prescindere dalla considerazione degli altri. Quindi al di là dell’essere un comportamento sessuale, è prima di tutto un segnale della mancanza di stima di sé. E siccome la sessualità ha un grande valore dal punto di vista sociale, tutto passa attraverso la sessualità, sia nel mercato che in riferimento al valore personale, quindi si realizza facilmente l’equazione: sei molto desiderato sessualmente uguale a vali molto. Nel momento che le persone non hanno una reale stima di sé, come spesso in adolescenza, hanno bisogno della rete per vendersi come persone di valore, e questo può avere delle conseguenze psicologiche negative importanti a medio-lungo termine, in particolare nelle ragazze, perché il sexting per i ragazzi spesso riguarda un vanto, mentre le ragazze diventano vittime…”

Però da una recente inchiesta condotta dal “Fatto Quotidiano” (Sesso e 14enni) sembrerebbe emergere un’inversione dei ruoli, con le ragazze, per loro stessa ammissione, “fameliche e predatrici”, mentre i ragazzi impauriti e timorosi del giudizio sulle proprie prestazioni. Anche il sesso orale sembrerebbe per queste adolescenti poco meno di un gioco che non fa neanche più notizia tra le amiche. Assistiamo a un ribaltamento dei ruoli? 

“Direi che le ragazze in quella fascia di età sono più mature emotivamente, e hanno quindi una consapevolezza e un approccio differente, ma talvolta così aggressivo e ‘mercificato’ da spaventare i ragazzi. E di fronte a un comportamento simile, un ragazzo che vuole vivere la sessualità come strumento di piacere, di condivisione e di affettività e non come mezzo di valutazione, rimane sicuramente spiazzato. Questi comportamenti, sia che siano messi in atto da ragazze che da ragazzi, non tengono conto della sessualità, che riguarda anche la sfera emotiva. La scissione tra il sesso e le emozioni è sicuramente negativa, e spinge di conseguenza gli adolescenti a ‘dover fornire’ prestazioni all’altezza dei media e della pornografia. Questo sistema a punteggi può provocare dei traumi in caso di valutazioni negative, infatti le prime esperienze sessuali, se vissute negativamente, lasciano un imprinting che può condizionare anche la vita sessuale futura della persona.”

Crede che i mezzi di comunicazione, come appunto whatsapp, social network e più in generale la rete, possano facilitare o addirittura generare queste situazioni, o senza questi sistemi casi del genere avverrebbero comunque? 

“L’informazione e la comunicazione influenzano la cultura e i modi di vivere e quando, come avviene oggi, qualsiasi relazione sessuale e qualsiasi tipologia di prestazione sessuale vengono banalizzate, rendendo normale la scissione tra sfera emotiva e sessuale, il concetto passa e viene interiorizzato. Dunque è un dato che media e social network facilitano questo tipo di concezione. C’è poi un altro punto da sottilineare: prima il luogo di nascita influenzava la cultura e il modo di pensare, ora questo non avviene più e quello che è ‘normale’ viene stabilito dalla rete, a prescindere dal luogo di origine.”

La sessualità degli adolescenti contemporanei sta dunque cambiando? 

“Sì sicuramente, prima di tutto perché hanno un accesso rapido e facile alla pornografia senza doverci mettere la faccia, come invece accadeva andando a comprare una rivista o un dvd. Questo accesso illimitato in maniera riservata influenza molto la sessualità, così come il concetto ormai assodato della normalità del sesso senza emozioni e l’ergere il sesso a strumento di valore e valutazione personale.”

Senza contare l’aspetto delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate…

“Assolutamente, in questo senso si riscontra un’enorme ignoranza in ambito preventivo negli adolescenti. Da una parte la sessualità viene vissuta in modo completamente disinibito, dall’altra non se ne conoscono i rischi, una combinazione pericolosa con possibili gravi conseguenze a lungo termine. Agli elementi citati finora si può poi aggiungere anche l’imitazione dei propri idoli, che spesso sdoganano modelli negativi che, anche se la ribellione in una certa misura fa parte dell’adolescenza ed è sana, portano a comportamenti autolesionisti. In realtà però non va dimenticato l’elemento forse più importante…”

Ovvero? 

“La famiglia. Le responsabilità dei genitori sono innegabili e probabilmente preponderanti: in tutti i casi che emergono è sempre possibile riscontrare quanto i figli non vengano seguiti dai genitori, che fanno mancare loro anche la stima necessaria e non li accompagnano nel percorso di crescita. Spesso siamo di fronte a genitori bambini che scimmiottano il ruolo genitoriale e non sono in grado di seguire i propri figli, causando loro danni importanti, soprattutto a livello di autostima e fiducia in sé stessi. Genitori inadeguati che ‘prendono’ tutto e non ‘danno’ nulla. Questo farà arrabbiare molto le famiglie, ma l’incapacità genitoriale fa sempre da sfondo a queste storie, penso ad esempio al recente caso delle baby squillo sempre in Italia, dove le madri chiudevano tutti e due gli occhi in cambio di una parte di guadagno. Si tratta di genitori inadeguati emotivamente, che dovrebbero innanzitutto farsi un esame di coscienza. I figli non sono seguiti e cercano dunque attenzione da altre parti e con i metodi più semplici, e la rete e il sesso sono lì pronti all’utilizzo.”


Lei ha vissuto a Roma e ora è rientrata in Ticino: questi fenomeni appartengono maggiormente, o solamente, alle grandi realtà urbane o anche da noi non ne siamo immuni? 

“I rischi ci sono anche qui e cose simili accadono, dopodiché è chiaro che le grandi realtà amplificano la mancanza di controllo e la disgregazione sociale. Un territorio più piccolo può risultare più sicuro e controllato, ma dato che si tratta di un fenomeno legato al web, e non al territorio, potrebbe benissimo essere in espansione anche da noi e bisogna tenere alta l’attenzione, puntando in particolare sulla corretta prevenzione.”

dielle

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