CRONACA
Lugano, in scena la Festa per la giustizia sociale e contro la xenofobia: tra bancarelle, musica e dibattiti
Sono circa un migliaio le persone che hanno preso parte ai festeggiamenti organizzati ieri, tra il pomeriggio e la sera, al capannone delle feste a Pregassona. Guarda le immagini

LUGANO – “Il tessuto sociale a Lugano (ma non solo), è composto da un 40% di residenti stranieri a cui, spesso, non viene data voce e di cui non si conoscono o si conoscono poco predilezioni, problematiche, sensibilità. Incontrare queste persone e conoscere la loro cultura è senz'altro un arricchimento per la cittadinanza tutta.” È questa la premessa che ha spinto le associazioni di stranieri a riunirsi ieri, a partire dal pomeriggio, al capannone delle feste di Pregassona. 

“Il ricco programma – si legge nel comunicato del PS firmato dal presidente luganese Raoul Ghisletta – , che ha visto in primo piano gli approfondimenti culturali, la musica, le danze, le immancabili bancarelle delle associazioni con i loro cibi tradizionali, ha coinvolto e travolto con la sua carica di colori, sapori e suoni un migliaio di persone che per un sabato hanno viaggiato...con la mente!”

Nel pomeriggio si è dato spazio ai dibattiti, che hanno esplorato due tematiche d'attualità. Alle 16.00 il consigliere di Stato e capo del DECS Manuele Bertoli, Giona Mattei dell'agenzia traduzione e interpretariato culturale Derman, il segretario VPOD Ticino Raoul Ghisletta e i rappresentanti delle associazioni hanno cercato di rispondere alla domanda "lingue e culture d'origine: cosa si fa per mantenerle vive?". 

“L'accesa discussione – continua il comunicato – ha fatto emergere alcune problematiche, come la difficoltà nel valorizzare entrambe le culture dei ragazzi stranieri e l'introduzione dei corsi nella griglia oraria scolastica. Ma la conclusione è stata univoca: le lingue e le culture d'origine sono un'importante chance per la Svizzera di mantenere dei ponti culturali ed economici con il mondo, nonché di migliorare il processo d'integrazione.”

Nel successivo dibattito si è invece discusso di "integrazione e naturalizzazione in Ticino" con la deputata Pelin Kandemir-Bordoli, la direttrice SOS Ticino Chiara Orelli-Vassere, il capo ufficio stato civile di Lugano Massimo Bernasconi, la capoufficio Dicastero integrazione di Lugano Sabrina Antorini Massa, la municipale di Lugano Cristina Zanini Barzaghi. 

“A fronte di un 40% di stranieri – prosegue la nota del PS –, molti potrebbero naturalizzarsi, ma non lo fanno anche a causa dell'onerosità della procedura. Un numero che, hanno tenuto a sottolineare tutti i relatori, non deve spaventare né essere strumentalizzato, perché si tratta di persone ben integrate. La discussione ha poi coinvolto i numerosi presenti che hanno voluto condividere la loro esperienza.”

“Gli organizzatori sono soddisfatti della riuscita della manifestazione e sperano diventi una piacevole tradizione” conclude il comunicato. 

red

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