Il procuratore generale ha chiuso le indagini sui due funzionari della Città che hanno intascato mazzette pagate da un impresario di Viganello attivo nel settore delle pulizie edili

LUGANO - Il procuratore generale John Noseda ha chiuso l'inchiesta sui due funzionari della Città di Lugano che hanno intascato mazzette pagate da un impresario di Viganello attivo nel settore delle pulizie edili. Il magistrato, come riferisce il Quotidiano della RSI, ha notificato alle parti l’avviso di chiusura delle indagini, prospettando l’elenco aggiornato delle accuse. I due dipendenti del Dicastero servizi urbani devono rispondere d’infedeltà nella gestione pubblica, corruzione passiva, accettazione di vantaggi e falsità in documenti. È caduto invece il reato di l’abuso di autorità. Per l’imprenditore, di origine portoghese, le ipotesi sono invece quelle di corruzione attiva, concessione di vantaggi e falsità in documenti.
Noseda ha preannunciato l’intenzione di rinviare gli imputati alle Assise Correzionali. I due funzionari, di 27 e 40 anni, hanno ammesso fin dall'inizio di avere ricevuto denaro in cambio dei mandati assegnati alla ditta di Viganello. Denaro che intascavano a spese della Città, maggiorando in complicità con l'impresario le fatture dei lavori eseguiti. La somma delle malversazioni sfiora i 30'000 franchi e i reati sono stati commessi tra il 2010 e il 2013.