CRONACA
Al via il Nassa Boat Show, con una presenza particolare: la vela per disabili. "Da noi quasi sconosciuta, è da promuovere"
“Attualmente sono l'unico velista disabile in Svizzera che utilizza questa barca paralimpica, ma l’obiettivo è quello di creare una squadra agonistica in Ticino e successivamente nel resto della Svizzera” spiega Stefano Garganigo

LUGANO - Dal 3 al 6 aprile 2014 l’elegante cornice del centro storico di Lugano ospiterà la seconda edizione di Nassa Boat Show, una manifestazione unica nel suo genere che offrirà ai visitatori l’esclusiva opportunità di ammirare le eccellenze dell’ingegno nautico direttamente nelle caratteristiche vie della Città.

“Grazie a una importante sinergia – ci comunicano i promotori – , organizzatori, espositori e Istituzioni hanno deciso di unire le forze e lavorare per il bene di un settore economico che dà lavoro a centinaia di famiglie ma soprattutto di un Ticino la cui popolazione ama particolarmente le attività all’aria aperta e tra queste la nautica.”

Sotto il cappello di Ticino Nautica si sono così avvicinate le due manifestazioni che si affacciano sulle sponde delle due località più esclusive dei rispettivi laghi: Lugano per il Ceresio e Ascona per il Lago Maggiore.

Ma la manifestazione sarà anche l’occasione per promuovere un’interessante iniziativa, la vela per i disabili, ancora praticamente sconosciuta in Svizzera, ma che riscuote molto successo in tutta Europa. Per i velisti disabili è disponibile un’apposita imbarcazione, la 2,4 metri. Il potenziale di questa imbarcazione è proprio quello di favorire una maggiore integrazione delle persone disabili, in un contesto sportivo e anche a livello sociale. Le competizioni infatti sono miste, normodotati e disabili si sfidano parimenti, con le medesime possibilità di vittoria. 

Ne abbiamo parlato con Stefano Garganigo che, insieme all’associazione “Insuperabili”, vuole promuovere questa attività anche sul Ceresio e sarà presente al Nassa Boat show proprio con questo obbiettivo. 

Stefano Garganigo, quando è nata la sua passione per la vela? 

“Io ho iniziato a fare vela nel 2010 sul Lago di Lugano, quando la Ftia ha organizzato una giornata di prova alla vela, insieme al centro velico di Lugano. Durante la giornata di prova ho conosciuto l’allenatore della squadra paralimpica italiana, che vive nel comasco, e ho quindi iniziato a fare dei corsi sul lago di Como e le prime regate sempre sul Lario. Dopodiché ho fatto diverse regate in giro per l’Italia e nel 2012 ho partecipato al mio primo campionato del mondo con la formula open, ovvero una gara aperta a normodotati e disabili, che gareggiano insieme”. 

Come mai si è dovuto spostare oltreconfine per praticare la vela? 

“Perché purtroppo qui questo tipo di barca non è conosciuta, io sono l’unico possessore in Svizzera, e infatti porto il numero “Sui 1”. In quasi tutti i paesi europei, compreso quelli limitrofi, quesa imbarcazione è molto conosciuta: ci sono più di 100 equipaggi per ogni paese e vengono organizzate delle regate nazionali.”

Ci sono anche problemi legati all’omologazione o si tratta unicamente di “ignoranza”?

“No assolutamente, l’imbarcazione è omologabile senza problemi. Diciamo che in Svizzera non è ancora sviluppata la vela per i disabili, la vela paraolimpica. Però qualcosa si sta muovendo: in Romandia si stanno attivando con un’altra barca paralimpica, a due posti. In Ticino invece vorremmo sviluppare il “singolo”.”

Con quali obbiettivi? 

“L’obiettivo è quello di arrivare ad avere una squadra nazionale paralimpica, composta da disabili e normodotati, per l’anno prossimo, con due imbarcazioni, quella singola e quella doppia. Inoltre l’Associazione sport disabili svizzera si sta muovendo per inserire la vela nei programmi di Swiss Paralympics.”

In Ticino invece come vi muoverete? 

“Insieme all’associazione “Insuperabili” vorremmo in qualche modo fare conoscere questa barca alle persone disabili ticinesi e già l’anno scorso abbiamo iniziato a proporre delle giornate di prova alla vela e siamo andati sul lago di Como, dove fisicamente ci sono le barche. Se riscontreremo successo l’intenzione successiva sarà quella di creare una scuola di vela, mettendo a disposizione delle barche anche sul lago di Lugano e aprendo una nuova seziona agonistica.”

A che tipo di disabilità si rivolge la pratica della vela? Ci sono restrizioni? 

“Ad esempio io sono amputato alle gambe, la barca è utilizzabile dai disabili fisici, in particolare appunto paraplegici e amputati. All’interno della barca un paraplegico ha le stesse identiche possibilità di un normodotato, ed è per questo che si gareggia con una classifica unica: molto stimolante e ‘integrante’, anche perché di solito gli equipaggi presenti si dividono a metà tra normodotati e disabili, e la nostra imbarcazione, essendo molto tecnica, è spesso utilizzata e apprezzata anche da persone senza handicap fisici, ma che magari sono un po’ in là con l’età e non hanno più così tanta forza fisica.”

Un’ultima domanda: cos’è che la appassiona maggiormente di questo sport? 

“Personalmente quando sono sull’acqua, in regata, sto benissimo: sono a contatto con l’acqua, con il sole e con la natura e questo mi appaga molto. Inoltre, visto che questa particolare barca permette anche ai disabili di partecipare, una volta tornati a terra l’ambiente e il clima tra tutti è molto positivo, piacevole e divertente, e spesso andiamo a cena tutti insieme. Insomma un vero divertimento.”

dielle 

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