L'assessore piemontese risponde all'interrogazione: "Scuderi ha un mandato anche a Torino, ma dalla Fondazione Cultura". E a Lugano emerge che si tratta di un incarico quinquennale

LUGANO/TORINO – A Torino continua la bufera politica sull’accordo tra Museo delle arti orientali (MAO) e Museo delle culture di Lugano (MCL). Una bufera che tocca anche il mandato di consulenza attribuito, sulle rive del Ceresio come su quelle del Po, alla società Capitale Cultura di Antonio Scuderi. Società italiana, come italiano è il suo titolare, che a fine 2013 ha aperto una filiale in Ticino, a Massagno.
Il mandato a Scuderi c’è anche a Torino
Lunedì 24 marzo, rispondendo all’interrogazione di Chiara Appendino, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, l’assessore alla cultura Maurizio Braccialarghe ha infatti confermato che Scuderi ha ricevuto un mandato di consulenza anche a Torino. Non dalla Fondazione Musei (come si era ipotizzato nelle scorse settimane sulla base dell'interrogazione), ma dalla Fondazione Cultura.
Va ricordato al proposito che settimana scorsa il Dicastero cultura di Lugano ha precisato in un comunicato stampa che Scuderi non ha alcun mandato da parte del MAO e neppure dalla Fondazione Musei di Torino. Un mandato ce l’ha però dalla Fondazione per la cultura del capoluogo piemontese. Il che, secondo Appendino, è come dire “se non è zuppa è pan bagnato”. Ma ci arriviamo tra poco.
Ecco i dettagli del mandato di Lugano
Intanto, da fonti luganesi bene informate, liberatv ha appreso che il mandato di comunicazione attribuito dal Municipio alla Capitale Cultura di Scuderi si articola su ben 5 anni (2014-2018). Quindi non si tratterebbe soltanto di 50'000 franchi, ma in totale di 250'000 franchi sul quinquennio, ai quali andranno aggiunte delle provvigioni sui nuovi contratti che verranno stipulati grazie a Scuderi (mostre temporanee delle opere appartenenti al Museo delle culture). La società di Scuderi incasserà una percentuale del 15 se porterà contratti per importi fino a 350'000 franchi, del 20% fino a 750'000 e del 25% per somme superiori.
Il Dicastero cultura, nel comunicato di settimane scorsa aveva pure precisato i contorni del mandato diretto a Scuderi: “Seguire la comunicazione e il fundraising del Museo delle culture anche con l'obiettivo di accrescere il numero di visitatori e il finanziamento privato al Museo in vista della sua trasformazione in Fondazione”.
L’assessore di Torino sull’accordo tra MAO e Museo delle culture
Detto questo, torniamo sulle rive del Po. Nel rispondere all’interrogazione di Chiara Appendino, l’assessore Braccialarghe ha premesso di basarsi sulle note di Patrizia Asproni, presidente della Fondazione Torino Musei.
L’accordo tra MAO e Lugano, ha detto, ha due obiettivi: intraprendere, nel medio termine, un piano comune di esposizioni temporanee; e creare un modello di programmazione gestionale, cercando di mettere in comune le esperienze significative effettuate finora dalle due istituzioni museali.
L’accordo tra i due Musei è fortemente innovativo, ha aggiunto l’assessore. Il suo oggetto, infatti, estende la tradizionale collaborazione fra musei alla condivisione dei programmi, e di un modello di gestione.
“Ulteriori vantaggi – ha detto in sostanza - sono previsti dalla crescita della visibilità internazionale dei due musei, dallo scambio di competenze e capacità contrattuali, ovviamente, nei confronti di fornitori terzi e partner”.
Il ruolo a Torino del direttor Campione
Braccialarghe ha confermato che il compenso concordato, che Torino verserà a Lugano, è di 66’000 euro, comprensivo di tutte le spese, dovuto per lo svolgimento di tutti i compiti descritti nell’accordo di programma. E ha precisato: “Questa collaborazione avviene direttamente impegnando in prima persona il direttore del Museo di Lugano e non altre persone”.
Insomma, il direttore del MCL, Paolo Francesco Campione, sarà in prima fila nel garantire le prestazioni previste dall’accordo, che durerà tre anni, dal 2015 al 2017. Intanto a Torino è stata nominata una nuova direttrice del MAO, che dovrà collaborare strettamente con lui.
“Il mandato a Scuderi non c’entra con l’accordo con Lugano”
Poi Braccialarghe ha parlato di Scuderi: “È titolare di un contratto di consulenza (si parla di circa 60'000 euro l’anno) con la Fondazione per la Cultura. Non ha un rapporto di esclusiva con la Fondazione, e può, ovviamente, continuare a svolgere e a intraprendere la sua opera professionale per conto di altri soggetti”.
Tendo, ovviamente, a escludere – ha precisato l’assessore - qualsiasi coinvolgimento da parte di Scuderi “nella citata e richiamata attività con il Museo di Lugano, sia da parte della Fondazione Torino Musei, sia da parte della Fondazione per la Cultura che, ovviamente, nulla ha a che vedere con questo rapporto con il Museo di Lugano”.
L’attività di Scuderi, ha detto ancora Braccialarghe, riguarda tutte le manifestazioni promosse e seguite da parte della Fondazione per la Cultura, con l’obiettivo di riportare a casa, se è possibile, i maggior contributi privati possibili.
Insomma, anche a Torino Scuderi pare avere, tra i propri compiti, quello di “procacciare affari” in campo culturale.
Appendino: “Ma dobbiamo pagare Lugano per farci la certificazione ISO?”
Chiara Appendino si è dichiarata insoddisfatta delle risposte ricevute dall’assessore. Mi sono sentita presa in giro quando ho letto il comunicato stampa della Città e oggi, in aula, mi sento ancora più presa in giro, ha detto.
Ha nuovamente protestato per la mancanza di trasparenza del Municipio di Torino: “Se non fossi andata sul sito della Città di Lugano, manco sapevo che noi davamo 66’000 euro all’anno, perché voi non l’avete riportato”.
Mi sembra impensabile, ha aggiunto, che la Fondazione Torino Musei non abbia le risorse per poter fare la certificazione ISO9001, senza dare un mandato di consulenza a Lugano. E ancora: “Assessore, mi sembra impensabile glielo dico sinceramente che la Fondazione Torino Musei e il MAO non siano in grado di fare una pianificazione di medio e lungo termine in modo indipendente”.
Sono allibita, ha aggiunto. Diamo 66’000 euro a un museo in Svizzera per fare sinergie di che genere? E perché, allora, dobbiamo pagare noi loro?
“Allora, diciamola tutta, che in realtà è una consulenza per l’ISO9001, perché le sinergie si fanno da entrambe le parti. Allora, perché dobbiamo pagare noi 66’000 euro all’anno? Tra l’altro, in un momento e lo sa meglio di me dove i soldi non ci sono, si va a fare un contratto di tre anni”.
Infine, la consigliera comunale è tornata su Scuderi: “Poi, cosa succede? Succede che veniamo a scoprire che il Museo di Lugano ha dato un mandato di consulenza a una società che è di un certo Scuderi, che conosciamo tutti bene. Guardi, Assessore, sì, sono due enti distinti, la Fondazione per le Attività Culturali e la Fondazione Torino Musei, però non prendiamoci in giro. Chi c’è nella Fondazione per le Attività Culturali? Chi è il Presidente? Il Sindaco. Chi è nel consiglio? Lei, assessore. E nella Fondazione Torino Musei chi c’è? C’è lei. E chi è che nomina la dottoressa Asproni? Il Sindaco.
Quindi non giriamoci intorno. Almeno dica che è inopportuno”.
Mi auguro che lei, ha concluso Chiara Appendino replicando all’assessore alla cultura, non sapesse che c’era un rapporto tra Scuderi e il Museo di Lugano.
emmebi