L’ex direttore del Lumino’s, al centro delle cronache per la ‘vicenda Barra’, torna sui colloqui con Attilio Bignasca, smentendolo con le registrazioni agli atti: “Mi presentavo come Luigi, solo col nome perché lui mi conosceva bene”

LUGANO – Un caso dagli strascichi piuttosto lunghi quello del Lumino’s. Dopo la vicenda legata ai colloqui con lo scomparso ministro Barra, registrati illegalmente dal direttore del Lumino’s Luigi Girardi, ex esponente leghista e ora in carcere proprio per il tentativo di ricatto messo in atto con Michele Barra, mostrandogli le immagini di un alto funzionario del dipartimento all'interno del Lumino's in compagnia di una prostituta.
Recentemente è infatti emerso che lo stesso Girardi avrebbe incontrato in quel periodo anche Attilio Bignasca, coordinatore della Lega, per cercare di smuovere la situazione dei permessi per il suo locale a luci rosse. Bignasca ha però negato di conoscere personalmente e Girardi e, senza escludere di averlo incontrato, ha rispedito le accuse al mittente (leggi articolo correlato).
Girardi però non ci sta e oggi, dalle pagine del domenicale il Caffè, tuona sul coordinatore della Lega, riportando i contenuti delle due registrazioni fatte proprio da Girardi e presenti nei verbali d’inchiesta: “Sono due le registrazioni dei colloqui che ho avuto con Attilio Bignasca. Mi dice che vuole leggere le carte, che va a parlare lui con un funzionario del servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato" riferisce Girardi dal carcere rileggendo proprio le carte ufficiali.
"Bignasca – continua Girardi – dice che mi ha incontrato senza sapere chi fossi? Ebbene, nel suo ufficio in via Monte Boglia mi presentavo come Luigi, solo col nome perché lui mi conosceva bene, lo avrò incontrato una decina di volte".
I problemi del Lumino’s e le promesse di Bignasca
Girardi entra poi nel merito della questione discussa con il coordinatore leghista e delle promesse fattegli: "Nei colloqui che ho avuto con Bignasca si parlava dei problemi del Lumino's. Lui s'interessava dei ricorsi e mi fatto pure il nome del funzionario del servizio del governo con cui avrebbe parlato. Gli avevo chiesto se poteva far qualcosa perché potessi ospitare degli asilanti nel locale, mi ha risposto che ne avrebbe parlato con Norman (Gobbi, il ministro delle Istituzioni, ndr) il quale gli avrebbe certamente detto che avrebbe 'messo dentro' la richiesta a Berna', ma che la decisione spettava alla Confederazione. Ma che lui, Bignasca, non poteva fare molto, perché personalmente a Berna contava come il due di picche. Queste cose sono tutte scritte nelle carte dell'inchiesta"
Il funzionario a “luci rosse” registrato
Girardi ha affermato più volte di non voler diventare il capro espiatorio di una vicenda montata e gestita male, e per questo torna anche sulla tentata coazione al compianto ministro Barra attraverso le riprese di un alto funzionario filmato nel suo postribolo in compagnia di una prostituta: "Bignasca mi diceva che quel funzionario aveva approfittato del passaggio di consegne tra il vecchio ministro Borradori e Barra che sapeva poco di quel caso, in quanto non aveva nemmeno visto l'incarto. Anche questo c'è nelle registrazioni"
L’ex direttore del Lumino’s infine si sfoga lanciando una serie di domande ancora senza risposta e ribadendo la richiesta di un’inchiesta parlamentare: "Non crede che se avessi voluto fare coazione su qualcuno l'avrei fatta non sul ministro Barra, ma direttamente sul funzionario del Territorio che era spesso al Lumino's? Perché Barra non mi ha subito denunciato dopo aver visto il video, ma solo un mese e mezzo dopo? Perché non lo ha fatto subito assieme a Gobbi con cui si era confidato? Possibile che queste domande non interessino il parlamento?"
red