Altro caso di padroni indisciplinati di cani pericolosi, il testimone: “Ho solo chiesto se non fosse il caso di tenerlo al guinzaglio vista la distanza dal padrone e, apriti cielo…a quanto pare non sono neanche la prima ‘vittima’, ma non esiste una legge?

GUDO – Dopo il recente caso di cronaca che ha visto il ferimento serio di una bambina da parte di un pitbull senza guinzaglio a Figino (leggi articolo correlato), si moltiplicano le segnalazioni di padroni di cani pericolosi lasciati liberi e incustoditi, con i rischi che ne conseguono. Ora a scriverci è un lettore (nome conosciuto alla redazione ndr) che ci racconta l’increscioso episodio occorsogli nelle vicinanze di Gudo, lungo il fiume. Ed emerge che non sarebbe il primo episodio attribuibile a questo “padrone” indisciplinato e che anche le forze dell’ordine conoscerebbero già il soggetto. Ma neppure questo sembra intimorirlo.
Il racconto
“Domenica 20 aprile – spiega il lettore – verso le ore 19:00 mi stavo spostando a piedi sull'argine del fiume Ticino in zona Gudo, sotto al ponte: stavo rientrando all'automobile quando in lontananza ho scorto un grosso dobermann senza guinzaglio. Precedeva il suo padrone che era in compagnia di un ragazzo e quando mi hanno visto ho sentito che chiamavano il cane, che però non stava al passo.”
E fin qui tutto bene, ma è quando il lettore si avventura in una domanda ritenuta con ogni probabilità “inaccettabile” dagli interlocutori che si scatena il putiferio: “Raggiunta l'automobile ho chiesto al signore se non era il caso di tener legato un cane di quella stazza. Lui è venuto verso me con fare molto aggressivo, dicendo che non è vero che deve tenerlo legato, che già in passato è andato fino al tribunale federale e gli hanno dato ragione. Afferma che sono anni che lo porta a passeggio a Gudo. Gli ho detto che il suo atteggiamento era molto aggressivo e che la mia era una semplice domanda.”
Peccato però che la legge svizzera in proposito sia chiarissima: non si possono lasciare liberi i cani nei luoghi pubblici. Inoltre la razza in questione fa parte dei cosiddetti cani pericolosi, per il possesso dei quali sono previsti i corsi obbligatori che forniscono tutti gli strumenti per gestire correttamente queste bestie, anche secondo le disposizioni di legge.
Ma l’avventura e gli insulti invece si sono protratti fino ad esasperare il lettore, pronto a chiamare la polizia: “A quel punto il signore che parlava con accento tedesco ma guidava una macchina targata TI, si è rivolto a me con insulti denigratori, insinuando che io non fossi nessuno per rivolgergli la parola. Stufo della sua scenata ho preso il telefono per chiamare la polizia, ma a quel punto i due uomini sono entrati nella vettura, un suv bianco della Lexus e si sono dileguati. Visto che la cosa è finita li non ho poi proseguito con la telefonata.”
E qui finalmente potremmo mettere la parola fine allo spiacevole episodio, ma così non è, come ci spiega il lettore: “Nei giorni seguenti ho scoperto che quel tale si è rivolto con gravi insulti anche ad altre persone, in particolare ad una ragazza che faceva jogging e che si è presa degli insulti che non si possono riportare a mezzo stampa. La ragazza però la polizia l’ha chiamata e le è stato riferito che i personaggi in questione sono già noti. Mi viene spontaneo chiedermi dunque se aspettano un altro bimbo sbranato per intervenire…”
Fine? No, c’è spazio ancora per una curiosità, emersa sempre dalle indagini del lettore e da noi verificata (per quanto concerne la corrispondenza con il registro delle targhe ndr): “Consultando la targa posso presumere che il signore in questione sia …, e sarebbe veramente un paradosso visto che risulta intestatario di una fondazione per il ‘Rispetto della natura e la conservazione del paesaggio’ che ha lo scopo di ‘Promuovere la comprensione ed il rispetto reciproco, lo sviluppo di 1 spirito umano, la solidarietà con i deboli, l'amicizia e la pace, il vivere in accordo con la natura’ (fonte: moneyhouse.ch).
dielle