Figura molto nota in Ticino per i tanti ruoli che ha saputo ricoprire nel corso della sua lunga carriera di insegnante, giornalista e fine osservatore della politica cantonale, si è spento questa mattina a causa di una malattia incurabile

BELLINZONA – Si è spento questa mattina, a causa di una malattia incurabile, Romano Broggini. Insegnante, giornalista, filologo, scrittore e attento osservatore della vita politica cantonale, per la sua poliedricità è da tempo una figura molto nota nel panorama ticinese e a Bellinzona, dove risiedeva.
A dare notizia della sua morte è la RSI, che ne ripercorre anche la vita e la carriera. Broggini, classe 1925, era nato a Locarno. Dopo aver conseguito la maturità federale al collegio Papio di Ascona nel 1944, ha studiato filologia romanza all’Università di Friborgo ottenendo il dottorato in lettere. In seguito ha trascorso ha trascorso un periodo a Basilea per poi perfezionare i suoi studi a Firenze e a Milano.
La sua lunga attività di insegnante cominciò nel ’51 come docente al ginnasio di Biasca. Seguirono la Scuola cantonale di commercio di Bellinzona prima e il Liceo cittadino poi, di cui è anche stato direttore tra il 1974 e il 1981. Nel corso degli anni 80, è stato docente anche dell’Università di Pavia.
L’attività giornalistica, affiancata a quella di docente, l’ha portato a collaborare con diversi media ticinesi. È stato anche redattore del Vocabolario dei dialetti della Svizzera italiana, nonché presidente del circolo di cultura di Bellinzona, di quello cantonale, della Federazione docenti ticinesi, dottore honoris causa dell’Università di Zurigo e consigliere comunale di Bellinzona.
Nella sua carriera è stato anche autore di numerose opere sui temi più disparati. Giunto al pensionamento, Broggini è rimasto attivo sul panorama politico impegnandosi soprattutto sui temi dell’elettricità e delle acque e dimostrandosi anche un abile osservatore della vita politica ticinese.