Il Comitato che rappresenta il personale invia una nota interna ai dipendenti della struttura e annuncia di aver indetto una riunione per il 14 maggio per discutere con la Direzione su quanto avvenuto, un’azione “priva di buon senso e razionalità”

BELLINZONA – Con quale obiettivo e soprattutto con quali ripercussioni sul personale, sull’ambiente di lavoro e sul rapporto di fiducia, è stata eseguita la perquisizione alle Officine di Bellinzona (OBe)? E cosa può dire la direzione della procedura adottata? C’erano le basi legali? E come la mettiamo con la trasparenza e la consultazione con i rappresentanti del personale?
Questi, in sostanza, i punti su cui il Comitato (CoPe ed i sindacati SEV, transfair e Unia) chiede risposte. Punti che saranno ‘all’ordine del giorno’ nella riunione con la Direzione delle Officine prevista per il prossimo 14 maggio, come richiesto formalmente dallo stesso comitato.
A render noti la data e i temi dell’incontro è sempre il Comitato con un comunicato distribuito ieri ai dipendenti. Nel foglio, che riportiamo integralmente in quanto segue, i rappresentanti del personale ricordano l’accaduto sottolineando quindi l’arbitrarietà dell’azione condotta dalla direzione e il loro disappunto nei confronti di un modo di procedere definito “subdolo”.
Perquisizione al personale delle OBe: con quale obbiettivo?
Tutti noi, mercoledì 7 maggio, alla fine della giornata lavorativa e senza alcun preavviso affisso agli albi, siamo stati oggetto di una sistematica, accurata e profonda perquisizione da parte di personale della Securitas.
Le perquisizioni sono avvenute, nei tre cancelli d’uscita, da due agenti Securitas per postazione. Le persone sprovviste di borse, zainetti… hanno dovuto ugualmente sottoporsi (almeno per quanto riguarda l’uscita nord) all’attenzione dell’agente in divisa mediante una perquisizione corporale (“palpamento” dell’indumento indossato).
Visto il susseguirsi delle più che legittime richieste di informazioni, oltre ai messaggi di sconcerto e disapprovazione, relative a questo fatto, il Comitato non lesina a biasimare il modo di procedere, ritenendo tra l’altro che non vi sono, oltre naturalmente alla mancata applicazione della regola del buon senso e della proporzionalità, anche le basi legali che permettessero alla direzione di intraprendere delle azioni di questo tipo. Aspetti che avevamo puntualmente segnalato alla Direzione manifestando tutta la nostra opposizione a questo subdolo modo di procedere.
Fatto sta che giovedì, 8 maggio, il Comitato (CoPe ed i sindacati SEV, transfair e Unia) ha chiesto formalmente che la tematica sia oggetto di discussione con la Direzione OP, nella riunione di “Piattaforma”, prevista per il prossimo 14 maggio 2014. Tema centrale, le perquisizioni avvenute alle uscite principali delle OBe e la procedura adottata: quali obiettivi e quali ripercussioni sul personale, sull’ambiente di lavoro e sul rapporto di fiducia hanno avuto? E sulle basi legali, la trasparenza e la consultazione con i rappresentanti del personale?