I popolari democratici scatenati contro la nuova pubblicità con al centro coppie reali immortalate mentre fanno sesso. Beltraminelli : “Se non si hanno idee meglio lasciar perdere...”. Regazzi: “Una schifezza che inneggia alla pornografica”

BELLINZONA – Sta suscitando veementi reazioni la nuova campagna contro l’AIDS. Sono passati solo un paio di giorni dall’annuncio dei suoi contenuti, ma le critiche raccolte sono già molte e anche eccellenti. È stata infatti chiosata come “pornografica” pure da Oliviero Toscani, firma anche lui di celebri campagne choc.
"LOVE LIFE - Nessun rimpianto"
Promossa dall’Ufficio federale della sanità pubblica, da Aiuto Aids Svizzero e da Salute Sessuale Svizzera, la campagna prevede infatti spot e manifesti con al centro coppie reali immortalate mentre fanno sesso. Lo scopo, secondo i promotori, è far capire che anche il sesso protetto è piacevole e coinvolgente quanto quello non protetto.
“LOVE LIFE – Nessun rimpianto”, questo il suo slogan, vuole infatti promuovere uno stile di vita basato sul piacere e sulla responsabilità, come hanno illustrato durante la conferenza stampa gli ideatori della campagna (firmata dalla società Rod Kommunikation).
E se già non bastasse il 'soggetto', a prestare il fianco alle critiche ci ha pensato quanto annunciato dai promotori. Si cercano infatti comparse che “vogliono mostrare la loro gioia di vivere e la loro passione davanti all'obiettivo di una macchina fotografica” (sul sito lovelife.ch è presente il formulario per l’iscrizione).
Le coppie prescelte, saranno poi immortalate “in situazioni sensuali e autentiche" dalla famosa fotografa Diana Scheunemann. Le immagini - sulle quali non verranno mostrati né i genitali né i capezzoli - saranno pubblicate da quest'estate nei luoghi pubblici di tutta la Svizzera e sul sito web di LOVE LIFE, ha spiegato Roger Staub, responsabile della sezione Promozione e prevenzione all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).
Il PPD: "Una vergogna promossa dall'Ufficio della pornografia pubblica, altro che sanità!"
Questi i contenuti della campagna che, come detto, ha immediatamente scatenato le critiche e le ire di molti. Primo attore in questo coro il PPD che oggi, come partito e tramite la voce di due dei suoi esponenti, il consigliere nazionale Fabio Regazzi e il ministro Paolo Beltraminelli, si è scagliato contro i contenuti della campagna anti-aids.
PPD che non usa certo mezzi toni contro le scelte dell’Ufficio federale della sanità pubblica, ribattezzato per l’occasione “Ufficio federale della pornografia pubblica”: “Si tratta di una pubblicità bidone, di pessima fattura, che banalizza la sessualità, invita al voyeurismo (volontari del sesso) e non serve a nulla. La politica anti-AIDS in Svizzera continua ad essere impostata più con lo scopo di inneggiare a comportamenti irresponsabili che con lo scopo di combattere l’epidemia”.
Beltraminelli: "Se non si hanno idee, meglio lasciar perdere..."
Beltraminelli dal proprio profilo Facebook affida invece la propria sentenza lapidale a poche frasi: “L'abuso del sesso banalizzato nelle pubblicità può anche lui nuocere e non ottenere risultati di nessun tipo.
Non la pensano così i fenomeni della nuova campagna stop aids. Se non si hanno idee meglio lasciar perdere...
Beltralapubblicitàèunacosaseria!”
Regazzi: "Una vera vergogna! Interverrò con un atto parlamentare a Berna"
Gli fa eco Regazzi, che sempre sul social network scrive: “Se Oliviero Toscani, che di campagne choc ne ha curate, definisce la nuova campagna "pornografica", cosa dobbiamo pensarne, soprattutto se promossa da un ufficio federale?
Da un lato il Consiglio federale finanzia programmi nazionali quinquennali per la protezione dell’infanzia e della gioventù dai rischi dei media e lancia strategie per tutelare i giovani contro la violenza delle immagini a contenuti pornografici; dall’altro finanzia con denaro pubblico schifezze che sembrano inneggiare alla pornografica anziché combattere il vero obiettivo: ossia la sensibilizzazione contro il problema dell’Aids.
È una vera vergogna! Viene da chiedersi se il responsabile di tali nefandezze, Roger Staub, sia ancora al suo posto. Di certo interverrò con un atto parlamentare a Berna per chiedere che ciò non avvenga più. Sono schifato!”