Intervista allo psicologo Claudio Luraschi che terrà una serie di incontri a sostegno delle persone che subiscono una perdita: "Ecco come affrontare la morte"

LUGANO – Shock, rifiuto, rabbia, depressione, speranza sono tutte emozioni che fanno parte del naturale processo che, se vissuto per intero, permette di affrontare un lutto. Confrontarsi con la morte di una persona vicina però, suscita in ognuno reazioni diverse, che possono anche impedire il compimento di questo percorso.
Per riuscire a ritrovare la speranza, per dare un senso alla perdita, è allora fondamentale parlarne condividendo quanto ci è accaduto. Ma è anche fondamentale educarsi al morire, cioè confrontarsi prima, in maniera preventiva, con il concetto del divenire.
“La morte è una parte naturale dell’esistenza” spiega lo psicologo Claudio Luraschi. “Ma è ora il tabu della nostra società: all’apparenza sembriamo averne contatto, tutti sappiamo che la morte esiste e che prima o poi entrerà nelle nostre vite, ma in realtà la società odierna nega profondamente il passare del tempo e con esso anche la morte”.
Una negazione, continua Luraschi, che finisce con il lasciarci ancora più profondamente impreparati e incapaci di confrontarci con la morte di un nostro caro: “Il lutto è ovviamente un grande momento di difficoltà per ognuno. Esiste però un ciclo delle emozioni che accomuna l’elaborazione della perdita. I sentimenti quali shock, rifiuto, rabbia e depressione, anche se possono sembrare negativi, sono invece una parte fondamentale di questo percorso, perché permettono gradualmente una profonda rielaborazione del lutto fino a raggiungere di nuovo il contatto con la realtà e una sana speranza per il futuro e la vita in generale”. Il problema, aggiunge, “è che alcuni rimangono bloccati in una di queste ‘stazioni’. Mentre dare un senso alla perdita è un passaggio fondamentale per potersi riappropriare della propria vita”.
E ‘Dare un senso alla perdita’ è proprio il tema di una delle sue serie di incontri che Claudio Luraschi terrà al Centro Funerario di Lugano (CFL): “Il Centro non è nuovo ad aprire i suoi spazi per sensibilizzare, attraverso conferenze, sulla tematica della morte. Ora si è voluto però fare un passo in più e offrire, attraverso degli incontri di gruppo aperti a tutti, un servizio di Consultorio a sostegno delle persone che subiscono una perdita o che hanno bisogno di aiuto nell’elaborazione del lutto e del dolore”.
Per saper reagire alla perdita una volta che ci si trova confrontati, è però altrettanto importante superare i tabu culturali e affrontare preventivamente il concetto del vivere e del morire, spiega Luraschi: “Proprio per discutere di questo tema, e agire quindi in maniera preventiva, è stato pensato il secondo ciclo di incontri che terrò al CFL. Come psicologo, lavoro da anni sul concetto del vivere e morire, proprio perché questo si manifesta quotidianamente nella nostra vita, ma non lo diciamo, non ne parliamo e da qui nascono quindi malessere e sofferenza. Affrontare invece i cambiamenti come piccole morti è importante per imparare a metabolizzarli. Soprattutto nella nostra società odierna e globale, dove lo stravolgimento è veloce e all’ordine del giorno, questo vale nella sfera privata, penso magari alla fine di una relazione importante, come in quella lavorativa, dove solo chi riesce ad adeguarsi, a rinascere quindi, può sopravvivere”.
Educarsi al morire, essere sensibilizzati a questo processo, aiuta perciò a capire che la morte è qualcosa di naturale. La vita insomma, non è altro che una serie di piccoli morti e rinascite: “La morte segna una cesura fra un ‘prima’ e un ‘dopo’ – spiega Luraschi –. Ogni cambiamento, anche positivo, nella nostra esistenza è quindi una piccola morte, che se metabolizzata dà vita a una nuova rinascita. Mentre le persone che non imparano a morire vivono sempre nel rammarico, in una infelicità cronica dettata appunto dall’incapacità di accettare il cambiamento. Imparare a morire è quindi imparare a vivere. Inoltre, se impariamo a comprendere, e ad affrontare, come tali queste piccole morti, queste ci aiutano poi a vivere la morte ‘vera’ quando si presenta nella nostra vita”.
“Dare un senso alla perdita” ed “Educarsi al morire”, sono quindi le due tematiche cardine degli incontri gratuiti e aperti a tutti organizzati dal Centro Funerario di Lugano (www.cfl.ch), con la collaborazione dello Claudio Luraschi, psicologo (www.claudioluraschi.com), che si terranno mensilmente. Primo incontro il 27 giugno. Iscrizione obbligatoria (maggiori informazioni cliccando qui oppure telefonando direttamente al 079 8532418 per riservare la partecipazione).