Il presidente della Corte: "Ha agito con assenza di scrupoli e con modi malavitosi". Cade il reato di sfruttamento della prostituzione, Confermata la tentata truffa alla disoccupazione

LUGANO - Ventiquattro mesi. È la condanna inflitta oggi all'ex direttore del Lumino's Luigi Girardi. La pena è stata sospesa per un periodo di prova di tre anni. Per la Corte, ha detto il giudice Mauro Ermani, Girardi può quindi essere immediatamente scarcerato.
Il giudice ha analizzato anzitutto il reato di sfruttamento di atti sessuali e sfruttamento della prostituzione, i più gravi tra quelli indicati nell'atto d'accusa. Tutte le ragazze erano in possesso di un permesso, ha detto il giudice, ed erano libere di accompagnarsi con chiunque e non avevano obbligo di consumare al bar.
L'unico elemento da valutare a sostegno dello sfruttamento, ha spiegato il giudice, è la sovrattassa di 20 franchi che veniva chiesta alle ragazze dopo un'ora di occupazione delle camere. Lo scopo non era però di lucrare sulla loro attività. La Corte ha quindi ritenuto che la libertà d'azione delle ragazze non fosse in qualche modo limitata. L'imputato non ha leso l'autodeterminazione delle prostitute che lavoravano al Lumino's. Girardi è stato quindi prosciolto dal reato di sfruttamento della prostituzione.
Confermati invece i reati legati al filmato del funzionario del Dipartimento del territorio ripreso al Lumino's, in particolare quello di "minaccia" nei confronti dell'allora consigliere di Stato Michele Barra. È vero che la segnalazione al Ministero pubblico dell'esistenza del filmato del funzionario ripreso con una prostituta avvenne solo alcune settimane dopo l'incontro con Barra a Palazzo delle Orsoline, mentre avrebbe dovuto essere presentata subito. Ma, ha precisato il giudice, ci furono valutazioni da parte del consigliere di Stato sulla salute del funzionario stesso che portarono ad attendere prima di avvertire la Magistratura.
Filmare una ragazza che si accompagna con un cliente è qualcosa di profondamente abbietto, ha detto il giudice.
Girardi ha accumulato sempre più rabbia contro le autorità, ha spiegato Ermani. E non è mai stato dipendente della società Room Service, di cui era invece avente diritto economico, e tanto meno ha ricevuto dalla società degli stipendi, come sostiene. La richiesta di un sussidio di disoccupazione non è altro che un'altra espressione della propria rabbia per il fallimento dell'operazione immobiliare del Lumin's. Dunque, per la Corte, Girardi è colpevole di tentata truffa in quanto era intenzionato a ingannare la cassa disoccupazione.
La colpa dell'imputato è estremamente grave a causa dei filmati e delle registrazioni, sedicenti "prove" raccolte da Girardi per andare a minacciare le più alte sfere dello Stato. Il giudice ha parlato di assenza di scrupoli "che troviamo in tutto il suo agire malavitoso, confermato anche dalla precedente condanna subita in Italia".
Girardi, ha detto il giudice rivolgendosi all'imputato, "i metodi da lei utilizzati sono inammissibili e non hanno alcuna dimora in uno Stato di diritto. Lei non ha avuto rispetto per nessuno, ha cercato di tirar dentro tutti per difendere il proprio lucro. Attenuanti ve ne sono poche".
emmebi