CRONACA
“Quelle di Don Luis sono parole azzardate e calunniose, ci dispiace che a pronunciarle sia stato un sacerdote”
Il consiglio parrocchiale di Lamone-Cadempino controbatte alle accuse del vicario e sottolinea i molti esempi di “integrazione senza barriere e fratture” fra la popolazione straniera e non: “Ci scusiamo con tutta la comunità per le sue dichiarazioni"

LAMONE – “Il consiglio parrocchiale di Lamone-Cadempino si scusa con tutta la comunità per le azzardate, calunniose e diffamanti dichiarazioni di razzismo che il vicario interparrocchiale don Luis Reyes ha pronunciato nei confronti del parroco, della popolazione e dello stesso consiglio parrocchiale. Siamo molto spiaciuti che queste parole siano state pronunciate da un sacerdote".

Comincia così il comunicato stampa con cui il consiglio parrocchiale di Lamone-Cadempino prende posizione sulle dimissioni di Don Luis Reyes, il “prete dei terroni”, come ha detto di esser stato chiamato.

Dimissioni accompagnate da accuse non certo all’acqua di rose, il vicario sudamericano ha infatti accusato la parrocchia di ostracismo nei confronti delle sue attività perché considerato troppo attento alla comunité Calabrese presente nel comune. Insomma, l’impressione di Don Luis Reyes era quella che nell’aria, da parte della ‘controparte’ ticinese, aleggiasse un “certo razzismo”.

Accuse e impressioni che il consiglio parrocchiale respinge ora su tutta la linea sottolineando nel comunicato, che pubblichiamo in quanto segue, i molti esempi di “integrazione senza barriere e fratture” fra la popolazione straniera e ‘autoctona’.

"Facciamo notare che a Lamone – scrive il consiglio – è presente una forte percentuale di popolazione straniera, in gran parte Calabresi (ma non solo) e che da oltre 30 anni a questa parte, grazie alla frequenza scolastica (da quella dell’infanzia in avanti) è avvenuto un processo d’integrazione che è poi stato favorito, al di fuori dell’ambito scolastico, da tutte le attività sportive, ricreative e benefiche che vedono impegnate persone giovani e meno giovani senza distinzione di provenienza. Non di rado non pochi giovani stranieri hanno chiesto e ottenuto la cittadinanza svizzera grazie al processo di naturalizzazione.Un altro esempio di integrazione senza barriere e senza fratture lo si può vedere nel volontariato dove diverse persone (svizzere e non) operano a livello comunale e parrocchiale."

"Questo processo di crescita comune maturato nel corso degli anni non può essere cancellato con alcuni giudizi espressi in modo avventato."

"Sarebbe stato più utile e costruttivo dialogare di questa problematica direttamente con le persone preposte, evitando il coinvolgimento dei media che hanno avuto modo di sentire unicamente una versione, a giustificazione della sua scelta di partire. Il suo malcontento poteva essere manifestato il 16 aprile 2014 durante l’Assemblea parrocchiale a cui purtroppo don Luis non ha partecipato."

"Precisiamo che per la pastorale giovanile (di cui don Luis era il preposto) responsabile non è il consiglio parrocchiale e tantomeno il parroco di Lamone Cadempino, bensì il parroco di Torricella Taverne. Per quanto concerne le sue richieste, possiamo affermare che in linea di massima sono sempre state esaudite: per il campetto da calcio è stato invitato a utilizzare quello già esistente a Cadempino, nei pressi della stazione, a circa 250 m dal Centro Parrocchiale. L’Oratorio è stato a sua disposizione fino al termine del mese di novembre 2013. Poi, con l’inizio dei lavori di ristrutturazione, le attività sono state trasferite a Torricella-Taverne con l’intenzione di riportarle a Lamone a lavori ultimati. Per quel che concerne la corale, il consiglio parrocchiale era favorevole alla creazione, ma non al finanziamento e respinge tutte le motivazioni razziste che sono state avanzate."

"Sentiamo oggi dai media la conferma ufficiale da parte di Monsignor Vescovo della partenza di don Luis per Basilea. Al consiglio parrocchiale non è ancora pervenuto alcun documento in merito. Auguriamo comunque a don Luis di trovare molte soddisfazioni in questa sua nuova esperienza da lui scelta."

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