Il Cantone ha risposto picche alla richiesta del gestore di poter fare esibire attori e attrici porno in spettacoli piccanti. Ma la ricerca di nuove ‘leve’ del settore si farà. “Un colloquio di lavoro”

MAROGGIA – Questa sera il casting per neo attori e attrici porno si terrà come previsto all 22 presso il locale Club 5 di Maroggia, che ha riaperto dopo un mese e mezzo di chiusura, ma non come postribolo, bensì come night/strip club. A condurre i particolari colloqui di lavoro ci sarà la pornostar italiana Marika Ferrero che però non potrà, come inizialmente previsto, esibirsi in spettacoli di sesso dal vivo: il Cantone ha detto no. Lo riporta la Regione.
In merito al casting Ken, il nuovo proprietario del locale, ha spiegato al quotidiano che si tratta di una sorta di colloquio di lavoro: "La pornostar Marika Ferrero possiede una casa di produzione e ha chiesto di poter fare una selezione di attrici e attori. Una sorta di intervista o colloquio di lavoro in privato. I ragazzi firmeranno una delibera e verrà loro spiegato come funziona il mondo dell'hard. Non ci vedo niente di stravolgente."
Niente sesso dal vivo però, il Cantone lo ha vietato. Ed è polemica
Sempre in virtù della presenza della pornostar italiana Ken avrebbe voluto offrire questa sera ai propri ospiti anche uno spettacolo di sesso ‘live’, ma, come spiega, non è riuscito ad ottenere l’autorizzazione, e non mancano le perplessità: “L’ufficio dei permessi, dopo che quello della Prevenzione svizzera della criminalità che mi aveva dato il via libera, ha invece risposto picche. Perciò, almeno per ora, ho dovuto rinunciare agli show di sesso dal vivo. Proponiamo strip e burlesque”.
Ad Extasia però si può. Una decisione che non è piaciuta al gestore del locale, che afferma come “da sempre i night club hanno organizzato sia show che striptease. Spettacoli di sesso dal vivo sono invece un po’ più forti, perciò ho scritto alle autorità prima di programmarli. Ho chiamato anche la Teseu. Mi hanno risposto che alla recente manifestazione Extasia hanno fatto la stessa cosa rispettando alcune condizioni. Io avrei aumentato a ventun anni il limite di ingresso perché capisco che potrebbe essere scioccante.”
A detta del gestore la decisione sarebbe figlia di un atteggiamento pregiudizievole, in quanto fino a poco fa il locale era un bordello. “C’è un grande pregiudizio – spiega ancora alla Regione – da parte dell’autorità che mi ha risposto parlandone in termini di “emarginato locale notturno”. Cosa le posso dire di più, contatterò un avvocato e valuteremo il da farsi. Perché, sa, cerco di gestire il locale in maniera pulita, mentre oggi le prostitute esercitano tranquillamente negli appartamenti. Io, invece, mando via i clienti che chiedono sesso a pagamento. Vorrei capire qual è l’attività artistica consentita. Lo show porno non si può fare? E la lap dance?” conclude amareggiato Ken.
red