È un agricoltore che sperava di far fortuna in Italia. Ma c'è crisi ed è finito a fare il venditore ambulante sulle spiagge. Intanto progetta il viaggio in Canada, il nuovo Eldorado dei poveri

di Filippo Giani
CAGLIARI - Mohamed è pakistano. Un vero Signore, con la camicia sempre stirata, pettinato, curato e sempre sorridente. Nella vita ha imparato a coltivare il riso, il Basmati, con l'accento sull'ultima “i”, come dice lui. Oggi percorre chilometri ogni giorno, sotto il sole cocente della Sardegna, carico come un mulo di parei, foulard, braccialetti e piccoli astucci in stoffa, con all'interno forbici e lima per le unghie. Mohamed in Pakistan ha lasciato una moglie e una bambina di due anni e mezzo. Le sente solo al telefono, ogni tanto, e da due anni sogna di poter tornare a casa.
Ma facciamo un passo indietro. Mohamed possiede ancora oggi una terra florida, che gli permette di coltivare il riso. Sei anni fa però la crisi lo ha costretto a raggiungere il fratello della moglie a Vicenza. Lì ha lavorato in una piccola azienda, con regolare permesso di soggiorno. Ha lavorato giorno e notte, senza permettersi vizio alcuno. Dopo quasi quattro anni lontano dalla famiglia, Mohamed è riuscito a mettersi da parte un piccolo gruzzolo con il quale è riuscito a tornare in patria e ad acquistare una moderna macchina per velocizzare la raccolta del riso. In questo modo con la moglie e i famigliari ha potuto incrementare il fatturato della sua coltivazione.
Ma questo non bastava, dunque Mohamed, dopo pochi mesi dalla nascita di sua figlia, decide di tornare dal cognato a Vicenza, che nel frattempo aveva ottenuto il passaporto italiano. Arrivato in Italia però l'amara constatazione: la crisi stava per spazzare via l'azienda vicentina e nella regione gli imprenditori preferivano assumere clandestini, piuttosto che manodopera in regola.
Per Mohamed inizia il dramma. “Io sono un Signore, sono figlio di Allah, e non viaggio sui barconi pericolosi. Viaggio in aereo, pagando il biglietto e le spese di viaggio”. Ma i soldi che aveva messo da parte li aveva già spesi tutti per tornare in Europa. Senza soldi Mohamed è rimasto prigioniero nel suo Paradiso. Così ha dovuto rimboccarsi le maniche e inventarsi qualcosa.
“Io non voglio diventare schiavo di nessuno, voglio guadagnarmi i soldi in modo onesto senza violare nessuna legge, perché la legge è importante e va rispettata. Ho avuto molte proposte, anche molto brutte, e altre che non rispettavano la mia religione. Io non posso vendere prodotti rubati o contraffatti. Allah me lo vieta”. Così Mohamed inizia a girare il nord Italia, cercando di vendere quei pochi prodotti artigianali realizzati dalla sua famiglia in Pakistan e spediti via mare, all'indirizzo del cognato. Così riesce per lo meno a sbarcare il lunario.
“Le spese sono tante, se si pagano le tasse giuste”, e anche il vitto e l'alloggio pesano sul budget necessario. Dallo scorso anno Mohamed passa l'estate in Sardegna. “In estate le città si svuotano, allora, grazie a Ryanair, con solo trenta euro posso venire qui e cercare di mettermi da parte i soldi per tornare a casa. Se tutto va bene alla fine di quest'estate riesco a riabbracciare la mia bambina”, dice con un sorriso pieno di orgoglio e malinconia.
Ma poi? Poi Mohamed ha un nuovo progetto. Arrivano voci da amici e parenti pakistani che sono emigrati in Canada che dicono che là, invece, le cose funzionano molto bene. “Lo stato canadese tutela e aiuta gli immigrati regolari. I miei amici sono rispettati e quando lavorano vengono pagati quanto i canadesi, non meno”. Ma per raggiungere il nuovo Eden Mohamed deve avere pazienza. Già, perché una volta tornato in Pakistan dovrà coltivare tanto riso, ma proprio tanto, per poter mettere da parte i soldi per acquistare i biglietti aerei alla moglie e alla figlia. Loro partiranno per prime perché grazie al ricongiungimento famigliare, potranno raggiungere il cognato, come detto oggi diventato cittadino italiano. Poi, la moglie, con l'aiuto del fratello, dovrà lavorare sodo per iniziare a mettere da parte i soldi per farsi raggiungere da Mohamed e per acquistare i biglietti aerei per il Canada. “Se tutto va bene, penso che nel 2020 partiremo con tutte le carte in regola verso il Canada, per Allah! E forse lì potremo finalmente sentirci una famiglia, rispettata quanto noi rispettiamo questa vita”.
Mohamed è un esempio di onestà e di correttezza. Mi ha fatto pensare molto, e mi ha fatto sentire un viziato, un brontolone a cui ogni piccolo disguido professionale fa saltare i nervi. Mi ha fatto vedere una realtà forse più vera, che si esprime in una dimensione temporale molto più dilatata della nostra. Se già prima mi facevano rabbrividire le scene degli accampamenti notturni fuori dagli “Apple Store” per accaparrarsi per primi il nuovo gioiello della Mela, oggi tutto questo mi fa ancora più pena, perché Mohamed lavorerà duramente per i prossimi sei anni, per acquistare tre biglietti per la serenità.