Il 45enne del Mendrisiotto, implicato nella vicenda venuta alla luce in febbraio insieme alla moglie e ad altre quattro persone, ha scritto un’accorata lettera di scuse al Comando delle Guardie di Confine ammettendo le proprie colpe

CHIASSO – Dopo la sospensione, il licenziamento. È quanto ha deciso il Comando della Regione IV delle Guardie di confine in merito al sergente del Mendrisiotto implicato nello scandalo riciclaggio venuto alla luce in febbraio.
A riportare la decisione del Comando è oggi il Corriere del Ticino, aggiungendo che il 45enne ha scritto anche un’accorata lettera ai suoi superiori ammettendo le sue responsabilità e scusandosi per l’accaduto.
Nell’inchiesta, tuttora in corso, sono coinvolti anche due donne, tra cui la moglie del sergente, un uomo del Mendrisiotto, un trentenne brasiliano titolare di un money transfer a Lugano e un 54enne straniero attivo in un istituto finanziario luganese.
Gli accertamenti nel frattempo, riporta sempre il CdT, hanno permesso di far affiorare un nuovo filone di indagine relativo a una presunta frode ai danni dell’IVA. Filone che però non riguarderebbe la guardia di confine licenziata, ma solo uno degli altri indagati. Il sergente si sarebbe infatti ‘limitato’ al ruolo di ‘spallone’, segnalando i valichi da cui passare senza incappare in controlli e trasportando personalmente del denaro.