La Corte d’appello e di revisione penale di Locarno ha confermato parte delle imputazioni a carico dell’ex direttore AET. L’azienda: “Valuteremo le motivazioni della sentenza e decideremo i passi da intraprendere sulla base delle medesime”

LOCARNO – Reto Brunett, ex direttore dell’AET, si è visto confermare in appello parte delle imputazioni che in primo grado lo avevano condannato a 2 e 9 mesi di detenzione, di cui 8 da scontare. La condanna in appello è invece di 12 mesi di detenzione e una pena pecuniaria di 60 aliquote, entrambe sospese per un periodo di prova di 2 anni. Il coimputato Roland Zimmerli, ex proprietario della Zimmerli Energie-Technik AG, inizalmente condannato a due anni sospesi, è stato invece prosciolto.
Le sentenze di primo grado erano stati pronunciate dall’allora giudice, e ora Consigliere di Stato, Claudio Zali. Brunett e Zimmerli (complicità) erano stati ritenuti colpevoli di infedeltà nella gestione pubblica nell'ambito dell’acquisto della società di consulenze ZET AG da parte di AET.
Il comunicato di AET
“L’Azienda Elettrica Ticinese ha preso atto della sentenza trasmessa oggi alle parti dalla Corte di appello e di revisione penale di Locarno, concernente la procedura aperta nei confronti del proprio ex direttore ing. Reto Brunett e dell’ex proprietario della Zimmerli Energie-Technik AG, ing. Roland Zimmerli.
La sentenza ha prosciolto l’ing. Zimmerli da ogni capo d’accusa, mentre ha confermato una parte delle imputazioni nei confronti dell’ing. Brunett, condannato a 12 mesi di detenzione e a una pena pecuniaria di 60 aliquote, entrambe sospese per un periodo di prova di 2 anni. AET valuterà le motivazioni della sentenza unitamente ai propri legali e deciderà i passi da intraprendere sulla base delle medesime.”
red