Elvis Alis Amet, sentito dagli inquirenti rumeni che lo hanno arrestato in maggio, a quattro anni dall’omicidio, ha dichiarato di essere dispiaciuto, ma di aver agito per fermare il comportamento della vittima

VERNATE / COSTANZA – Sarebbero le avances sessuali il movente dell’omicidio di Vernate. Elvis Alis Amet, omicida reo confesso arrestato lo scorso 22 maggio in Romania, ha infatti dichiarato agli inquirenti rumeni di essere dispiaciuto per il suo gesto, ma di aver agito per fermare le continue insistenze di Giuseppe Vitale, il 43enne italiano ucciso nella sua abitazione della località malcantonese. Lo riporta il CdT.
Il 38enne reo confesso, nato a Costanza, dove tutt’ora è detenuto, stando alla ricostruzione degli inquirenti, si trovava a Vernate nell’abitazione della vittima, nel febbraio 2010, in seguito a un flirt nato tra i due su internet, ma quando dal virtuale si è passati al reale Vitale avrebbe fatto insistenti avances sessuali ed Elvis non avrebbe gradito, reagendo in modo violento.
"L'imputato ha strangolato la vittima e lo ha ripetutamente colpito alla testa, dopo avergli legato mani e piedi con un paio di calze" hanno spiegato gli inquirenti della città rumena. Dopo l’omicidio Elvis è fuggito in Italia portandosi appresso il computer e il telefono cellulare della vittima, così da depistare le indagini e complicare il lavoro degli investigatori.
L’omicidio è stato in realtà scoperto solo un paio di mesi dopo, in aprile, a causa del forte odore proveniente dalla casa e della mancanza di notizie da parte della vittima. A quel punto è stato possibile rintracciare il 38enne rumeno perché, incautamente, aveva utilizzato il cellulare della vittima per chiamare la sorella a Costanza e, dopo essere stato coinvolto in un incidente stradale sempre in Italia, è fuggito a Bucarest, dove è stato infine arrestato.
red