CRONACA
A Lugano va in scena la “disco-piazza”. Bob Sinclar infiamma la Riforma, ma occhio al rischio “panem et circenses”
Migliaia di persone in piazza della Riforma per la maratona house culminata con lo spettacolo della star dei DJ. Prezzi non proprio popolari e alcol a fiumi. E tavolini vip a 2’000 franchi l’uno

LUGANO - Mai piazza della Riforma è stata così, come ieri sera, in occasione la maratona dei DJ che aveva come punta di diamante Bob Sinclar, al secolo Christophe Le Friant.
 
La star è salita sul palco poco prima di mezzanotte, ma la maratona di house music era già iniziata da diverse ore ed è proseguita fino alle 2. L’evento, organizzato dalla società Enjoy in collaborazione con la Città di Lugano, ha attirato migliaia di persone (oltre 4’000), più o meno giovani.
 
Una sorta di “Villa” (così si chiamano le serate disco che animano il giardino del ristorante Ciani e in inverno il Padiglione Conza) trasposta nel salotto buono di Lugano. Un successone. Una sorta di disco-piazza, con gente che ballava anche quando ha iniziato a piovere a dirotto.
 
I prezzi non erano proprio popolari: da 40 a 90 franchi per chi voleva accedere alla zona vip, dove si poteva “affittare” un tavolino, con quattro bottiglie incluse, per la “modica” somma di duemila franchi. Oltre alla musica l’ha fatta da padrone l’alcol nelle sue varie declinazioni. E ci sta, per una sera.
 
Anche i ristoratori della piazza ne hanno ampiamente beneficiato. È stato un evento nuovo, radicalmente diverso dall’atmosfera “soft” dell’Estival, che ha riacceso prepotentemente il fuoco della movida luganese, che qualcuno dava per morta.
 
Lugano ha il merito, nella “desertificazione” notturna delle città che ha suscitato polemiche a Bellinzona, Locarno e Mendrisio, di aver riportato in piazza un gran movimento.
Nonostante la pessima estate che stiamo vivendo dal profilo climatico, il centro è quasi sempre stato affollatissimo, animato da Palco ai giovani, Moijto, Long Lake Festival, Villaggio dei mondiali, Estival… Senza contare la politica intelligente di alcuni locali che si sono ritagliati serate diverse nel corso della settimana, fidelizzando la clientela. Quasi troppo…
 
Panem et circenses, dicevano i romani, anzi, scriveva il poeta Giovenale: “Il popolo due sole cose ansiosamente desidera: pane e giochi circensi”. Intendeva dire che per tener buoni i sudditi dell’impero era buona regola garantire cibo (grano nel caso specifico) e divertimento.
E qui bisognerebbe stare un po’ attenti a non offrire troppo dell’uno e poco dell’altro. Forse questa ansia di divertimento, questa voglia di sbragare, è anche il sintomo di un malessere diffuso in una comunità dove il lavoro – il pane – è sempre più incerto e precario. E allora, sì, la Lugano circense va bene, a patto che non dimentichi il resto.

emmebi

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