CRONACA
Sul caso Gaia interviene Leggeri: "Si chiarisca cos'è l'educazione fisica. E il Governo rimetta la chiesa al centro del paese"
L'ex presidente del PS di Lugano e docente di liceo: "Inutili interpellanze di Guerra e squallide strumentalizzazioni di Savoia. Ma l'educazione fisica é diventata un'insalata pazzesca"

LUGANO – Sul caso di Gaia Nesurini interviene su Facebook anche Alberto Leggeri, ex presidente del Partito socialista di Lugano ed ex docente di geografia al Liceo. 
Leggeri scrive un lungo post su Facebook dicendo di essere stato incuriosito dalla storia della giovane campionessa di ginnastica artistica che si è vista attribuire un 4 in educazione fisica alla Scuola Media di Gordola.

Leggeri sferra subito un affondo contro Lega e Verdi: “Alle (inutili) interpellanze del deputato Michele Guerra, siamo ormai abituati, come pure alle squallide strumentalizzazioni di Savoia che non perde occasione per "farsi vedere". Ma venendo alla sostanza della questione - premettendo che non necessariamente un bravo scout sia anche un bravo studente in geografia - questa vicenda può (e deve!) essere l'occasione per definire - anche tramite il ricorso al Consiglio di Stato - la vera sostanza della disciplina "educazione fisica" insegnata nelle nostre scuole”.

Leggeri si riferisce in quest’ultimo passaggio al ricorso che la famiglia Nesurini ha inoltrato contro la nota in educazione fisica assegnata a Gaia a fine anno.

“Un tempo – prosegue Leggeri - era (e forse dovrebbe ancora esserlo oggi) un momento di educazione al movimento (che vuol dire tante cose: imparare a non aver paura e conoscere i propri limiti fisici e mentali; imparare a coordinare adeguatamente corpo e mente, educare alle sfide individuali e di gruppo/squadra, valorizzare il rispetto di se stessi e degli altri, ecc. ecc.), poi si è posto l'accento (secondo me sbagliando) sulle prestazioni e i risultati, infine - dovendo fare anche i conti con altre istituzioni extra-scolastiche che si "occupano" della salute del corpo e della mente - l'ora di ginnastica ha quasi totalmente perso anche un'altra dimensione che mi pare importante nel cotesto educativo: il momento ludico vissuto nel contesto della classe, elemento "forte" nella nascita di amicizie e di senso del collettivo”.

Di fronte a questa sorta di smarrimento docimologico (come e cosa si valuta?) – prosegue l’ex docente -, “ecco che la disciplina "educazione fisica", si è inventata nuovi obiettivi e altrettanto "nuovi" metodi: si sono cominciati a percorrere spazi "esotici" (quali il baseball o il brake-dance), a fare addirittura prove scritte sulle varie forme di muscoli del corpo umano o trasmissioni biochimiche di stimoli nervosi ed infine nel concetto di valutazione è entrata pure la questione delle frequenze/assenze alle lezioni: insomma un'insalata pazzesca di contenuti, metodi, obiettivi che - secondo me - hanno snaturato fondamentalmente lo spirito e lo scopo della disciplina stessa. Quindi spero che questa vicenda serva almeno a far riflettere coloro che ne sono i primi responsabili. In fondo per la ginnastica scolastica non lavorano solo gli insegnanti, i direttori scolastici, gli ispettori, ma vi è pure un apposito Ufficio del DECS (un unicum fra tutte le discipline!!) con una schiera di specialisti che appunto dovrebbero occuparsi proprio di questi problemi”.

“Col ricorso dei genitori della ragazza, il Consiglio di Stato dovrebbe cogliere l'occasione per rimettere la chiesa in mezzo al paese almeno per quel che concerne la ginnastica scolastica”, conclude Leggeri.

red

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