BELLINZONA – Capanne: è allarme rosso, il Cantone deve aiutarci! È questo in sintesi il messaggio che il presidente della Federazione alpinistica ticinese (Fat) Giorgio Matasci ha lanciato questa mattina tramite un’intervista a La Regione. A suscitare la preoccupazione di Matasci le peggiori condizioni meteorologiche con cui negli ultimi mesi hanno dovuto confrontarsi i gestori delle capanne ticinesi.Sentieri ancora innevati a primavera inoltrata e tanta acqua durante l’estate. Per garantire l’accesso alle strutture, racconta Matasci al quotidiano bellinzonese “molte società che gestiscono le capanne si sono dovute rimboccare le maniche e spalare". Peccato che dopo l’operazione di sgombero della neve è arrivata l’acqua. Insomma, oltre al danno la beffa. Gli appelli che vengono lanciati dal presidente Fat sono due: il primo è indirizzato al Cantone, al quale Matasci chiede “di venirci incontro. Magari allentando il peso fiscale per le società che gestiscono le diverse capanne (una trentina quelle sotto il cappello della Fat, nove quelle del Cas, ndr). D’altronde – ricorda - recentemente la politica ticinese è scesa in campo per aiutare, per esempio, le stazioni sciistiche in difficoltà...". IL seconbdo appello è invece per gli enti turistici che hanno la possibilità di promuovere le valli organizzando concerti, manifestazioni e eventi caratteristici “Purtroppo però tendono a dimenticarsi delle capanne e della bellezza dei sentieri che si snodano intorno a esse” sottolinea demoralizzato Matasci che attente di vedere cosa cambierà concretamente con l’entrata in vigore della revisione della Legge sul turismo nel 2015. “A dire il vero, non ripongo troppe speranze nella nuova organizzazione” – conclude amareggiato il presidente Fat – ma tengo a ringraziare i custodi delle capanne. Solo grazie al loro lavoro si riesce a stare a galla".