Intervista al Parroco di Chiasso sul 15 agosto nella tradizione cattolica: "Un Papa donna? Teologicamente non ci sarebbero problemi per la nomina. La vera domanda però non è chi sarà Papa ma piuttosto come sarà il Papa"

CHIASSO - Ferragosto è considerata la festa estiva del divertimento e dello svago per eccellenza. Stanotte in tutte le principali località balneari del Mondo, si festeggerà, come da tradizione, fino a mattina inoltrata. Ma anche lontano dal mare, sulle montagne, ad esempio, oggi è stata un'occasione di festa. Il 15 di agosto però non è solo questo. È anche un'importante festa della tradizione cattolica. Una festa che pone l’accento sull’importanza della donna nel Vangelo. Azzardando un po', ma neanche troppo, si potrebbe definire una festa femminile. Abbiamo raggiunto Don Gianfranco Feliciani per discutere con lui di Ferragosto e del ruolo delle donne nella Chiesa.
Don Feliciani, Ferragosto è da sempre considerata una festa popolare all’insegna del divertimento e dello svago. Ma cosa si festeggia oggi secondo la tradizione cattolica?
"Secondo la liturgia si festeggia l’Assunzione di Maria in cielo. In poche parole il 15 agosto si può considerare come la Pasqua di Maria. Oggigiorno la festa di Ferragosto viene vissuta all’insegna dello svago e del divertimento, anzi, possiamo dire che questa parte ha preso il sopravvento. Questo aspetto però non è per forza un male. Se questi valori del ristoro dello spirito vengono vissuti tramite il riposo, la festa del 15 agosto così come viene concepita oggi va benissimo".
Ritorniamo alla tradizione cattolica: cosa significa il termini assunzione? E di conseguenza come bisogna interpretare l’assunzione di Maria?
"Come prima cosa dobbiamo pensare al significato che diamo all’immagine di Maria assunta in cielo. Significa che è andata realmente in cielo o meglio in paradiso? Non è affatto così. L’assunzione è una dimensione del tutto diversa. Termini come "assunta", "prelevata", "fatta andare in cielo", che vengono ampiamente utilizzati nel gergo comune, vanno tradotte e ricollocate secondo il Vangelo. La credenza che nel paradiso di Dio possano entrare prima l’anima e poi il corpo è una fantasia che non trova riscontro nelle scritture. Il Vangelo, infatti, distingue il corpo dall’anima ma non li oppone. La Chiesa invece ha fatto sua questa distinzione sotto l’influenza dell’antica Grecia. Per comprendere la distinzione dobbiamo ripercorrere le idee di uno dei più grandi filosofi del tempo: Platone. Lui credeva fermamente che l’anima fosse prigioniera del corpo. Questa teoria di Platone ha segnato la teologia cristina facendo nascere la “leggenda” dell’assunzione dell’anima e del corpo di Maria in cielo. La verità è un’altra: come Maria sia diventata partecipe della gloria di Gesù non ci è dato sapere".
Come va interpretata allora Don Feliciani l’assunzione di Maria?
"Esiste una bellissima immagine che viene utilizzata per spiegare la differenza, nonché la connessione, che intercorre tra corpo e anima: un seme viene gettato nella terra e da quello stesso seme nasce e si sviluppa poi una quercia. Il concetto fondamentale è che la quercia che noi vediamo è già contenuta nel seme. Come il seme contiene già la quercia, anche il nostro corpo contiene già il paradiso di Dio. Il nostro corpo mortale ha già al suo il nostro corpo glorioso, trascendendo così la biologia. Una certezza ce l’abbiamo però: non finiremo mai di approfondire il Vangelo. Il Cardinal Martini una volta scrisse che la chiesa di oggi è indietro di 200 anni. L’arretratezza di cui parla Martini non si riferisce al periodo storico in cui viviamo ma all’apertura verso le cose belle che il Vangelo ci propone.
Papa Francesco, durante il suo pontificato, ha fatto diverse aperture parlando del ruolo delle donne nella Chiesa. Lei cosa ne pensa?
"Gesù ha conferito un posto di primordine alla donna. Ricordiamoci che nessuno prima di lui aveva dato tanta importanza al ruolo femminile. Pensiamo solamente come la prima persona prescelta da Gesù quale testimone della sua resurrezione sia stata proprio Maria Maddalena. San Luca, l’apostolo amico delle donne che, a differenza degli altri apostoli era di origine greca e quindi più aperto al mondo femminile, descrive nei suoi scritti un elenco di donne che accudivano Gesù. Apostole (probabilmente mogli degli apostoli) e discepole erano presenti anch’esse durante la vita di Gesù. Non dimentichiamoci poi come nella prima Chiesa c’erano ministeri affidati a donne che ricoprivano ruoli di rilievo. La donna è stata quindi da una parte esaltata con Maria, che era considerata più grande degli altri 12 apostoli, e dall’altra parte messa a tacere. La figura della donna nel Medioevo si trasforma e diventa un vero e proprio tabù, seguendo fedelmente le credenze del tempo. Viene vista per lo più come tentatrice facendo rifferimento al ruolo di Eva nel giardino dell’Eden".
Secondo lei Don Feliciani, considerata l’importanza data da Gesù alle donne, e le aperture di papa Francesco, avremo mai un Papa donna?
"A livello teologico non ci sarebbero problemi per la nomina. Tuttavia, io non so dirle che Papa ci sarà in futuro. Se ci fermiamo a pensare alla figura papale di 500 anni fa vediamo come il Sommo Pontefice era considerato quasi un uomo divino, inarrivabile. Oggi la figura del Papa è completamente diversa da quella di allora. Al Santo Padre associamo la figura del pastore con il compito di stare in mezzo alla gente. La vera domanda però non è chi sarà Papa ma piuttosto come sarà il Papa e come si svilupperanno i servizi all’interno della stessa Chiesa. A volte ci dimentichiamo che all’interno della Chiesa vi sono tantissimi servizi da sviluppare che adesso sono inesistenti o non hanno ancora trovato la giusta collocazione. La figura del prete per esempio, alla quale molte donne vorrebbe oggi accedere, ha assorbito un ruolo fondamentale all’interno dell’istituzione, ma non è assolutamente l’unico. Pensiamo ad esempio al ruolo fondamentale che aveva Madre Teresa di Calcutta nei confronti di Papa Giovanni II: una vera e proprio consigliera, anche severa quando il caso lo esigeva. Non è forse questo il ruolo dei Cardinali?".
Per concludere, lei vede dunque una donna all’interno della Chiesa con un ruolo complementare e non sostitutivo rispetto a quello degli uomini?
"Esattamente. Credo che le donne, le madri, abbiamo un approccio ottimale quando si tratta di problemi di bioetica e di sessualità. La loro voce all’interno della Chiesa è importante e forse il loro approccio è più idoneo rispetto a quello di uomini celibi che non possono comprendere certi argomenti fino in fondo. Maria Maddalena era considerata l’apostolo degli apostoli. La Madonna più grande anche di Pietro. La donna deve essere vista come l’altra metà dell’essere umano, non una copia del maschio"