Il giornalista critica il fenomeno che sta invadendo Facabook anche in Ticino. E Claudio Schneeberger: "Una cazzata. Perchè invece non dedicare il proprio tempo a chi è stato colpito dalla SLA?"

LUGANO - Mentre è ormai inarrestabile la catena dei gavettoni ghiacciati - l'Ice Bucket Challange che avrebbe lo scopo di raccogliere fondi per la lotta alla SLA - che anche in Ticino sta coinvolgendo personaggi più o meno noti e negli ultimi giorni è diventato un fenomeno virabile su Facebook, dalle pagine del Corriere del Ticino si leva una voce critica. È quella del giornalista Michele Fazioli, che nella sua rubrica Fogli al vento scrive: è giusto dedicare attenzione "al fenomeno, dilatato via web, della secchiata in testa di acqua gelida che vip mondiali e locali (o presunti tali) si fanno gettare in testa, con il pretesto di imporre ad altri di fare lo stesso o altrimenti di pagare 100 dollari a favore della ricerca contro la SLA, la sclerosi laterale amiotrofica, grave malattia che richiede ingenti investimenti di ricerca".
Ma, aggiunge Fazioli, "dietro al giochino stanno sia l’alibi di un’azione benefica, sia un maldestro vizio di forma. L’alibi è quello di prestarsi a una goliardata per uno scopo utile (ma davvero le politiche sanitarie e di ricerca dei Paesi sviluppati hanno bisogno di gavettoni solidali per compiere il loro dovere? E le forme rare di tumore? E il virus di Ebola, allora?). Il vizio sta nel fatto che chi rifiuta di docciarsi paga 100 dollari, ma chi si fa sciacquare non li paga e, come scriveva il Corriere, i promotori stanno correndo ai ripari e chiedono che chi subisce il gavettone lasci almeno 10 dollari. Un dubbioso pasticcio. Temo che dietro a tutto questo stia quella parte forse inconscia ma ben viva di esibizionismo che alberga in ciascuno (e in forma atrofizzata in alcuni personaggi pubblici). Molti si fanno gelare la testa in buona fede, molti aspettano solo di essere inzuppati per essere consacrati vip e buoni. Al di là della bontà della causa, a me sembra che si tratti di una trovata di cattivo gusto in una estate che è già stata troppo bagnata per conto suo".
Su Facebook si registra un'altra voce critica, quella di Claudio Schneeberger, consigliere comunale a Chiasso: "Adesso lancio questa provocazione: invece della cazzata dell'ice bucket, si raccolgono fondi ma guarda caso ci si mette in mostra! E poi donare soldi e basta è cmq un gesto egoistico! Do i soldi e mi sento bene... Allora perché non donare il proprio tempo e toccare con mano cosa vuol dire la SLA? Vediamo in quanti sarebbero disposti a donare una giornata per far vivere a queste persone dei momenti di svago e compagnia! Chi volesse aderire mi contatti".