Era attivo nella sede di Piazzetta San Carlo della Julius Bär il 54enne italiano domiciliato nel Luganese che si è autodenunciato per aver sottratto (almeno) 9 milioni di franchi ad alcuni clienti dell’istituto bancario. Una trentina le vittime truffate

LUGANO – Era attivo nella sede di Piazzetta San Carlo della Julius Bär l’ex dirigente italiano che si è autodenunciato per aver sottratto (almeno, perché la somma è ancora da definire con esattezza) 9 milioni di franchi ad alcuni clienti dell’istituto bancario (vedi suggeriti).
A rivelare nuovi dettagli sulla truffa milionaria è oggi LaRegione. Il 54enne domiciliato nel Luganese era attivo nella sede del centro di Lugano come dirigente sino a fine 2013 e poi, sempre per la Julius Bär, come gestore esterno.
L’uomo, consegnatosi alle autorità lunedì scorso, ha dichiarato agli inquirenti di aver sperperato tutto il denaro rubato nei Casinò ticinesi. Una versione che è ora al vaglio della procuratrice pubblica titolare dell’inchiesta, Raffaella Rigamonti, e i reparti dell’équipe finanziaria del Ministero pubblico. Il dubbio da dissipare è se si tratti di una di una sincera confessione o piuttosto di una ‘scappatoia’ per nascondere la verità o la presenza di tesoretti nascosti frutto della truffa perpetuata per anni, mese dopo mese, dall’uomo.
Il sistema adottato non è nuovo nelle cronache giudiziarie. Il classico “buco tappa buco”: con operazioni di prelievo indebito dai conti dei clienti per coprire i ‘buchi’ fatti altrove, fino a quando la somma mancante non diventa colossale.
Una trentina, rivela infine LaRegione, i clienti truffati dall’uomo, tutti italiani facoltosi. E a spingere il 54enne alla confessione sarebbe stata proprio una delle vittime, i cui sospetti hanno messo alle strette l’ex dirigente.